NDZ.it - Mario Kart 8 - Mario Kart 7 - Mario Kart Wii - Forum & Community : Il rogo incantato - NDZ.it - Mario Kart 8 - Mario Kart 7 - Mario Kart Wii - Forum & Community

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Il rogo incantato

#40 Utente offline   Taiga 

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Inviato 02 November 2013 - 00:05 AM

OMG*--* Sono stupefatta, è bellissimo!
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Blu a Go-Go :D
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#41 Utente offline   Vero 

  • La Fanciulla
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Inviato 02 November 2013 - 17:15 PM

Ma sono cattivissima :omg2:

Prode tvb
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#42 Utente offline   The Simo 

  • L'Architetto.
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Inviato 02 November 2013 - 17:33 PM

Io faccio una fine orribile (rofl)

Ed esigo vendetta contro l'obeso nel terzo capitolo.

VEN-DET-TAH.

edit: dimenticavo di dire che il pezzo di Suora è qualcosa di sensazionale. :felice:
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"Ok, chi vuole cominciare?"


Citazione

*Manux Prower scrive:
la struttura stessa di ndz è fatta di nerdaggine e fail allo stato puro, un essere di sesso femminile è destinato inevitabilmente ad implodere


I confronti di ndz.it:
1. Yoshi è pedofilo oppure è Luigi ad essere gay? (The Simo vs. Dark Luigi)
2. Ban a me? (ShadowX24 vs Conker57)
3. Made in Italy (The Simo vs. WarioWare)
4. Benevento e il mondiale di calcio(Il Johnny vs. DarkToad)
5. La strategia prima di tutto! (LongDS vs. Link95)
6. Io non sto affatto scherzando (Il Johnny vs. LongDs)
7. Itagliano...? (PieroSostanza [ò.o] vs Tutti)
8. SPECIAL! Wario epic fail! (WarioWare [OWNED] vs. Nike)
9. SPECIAL! The Simo epic fail! (The Simo [OWNED] vs himself)
10. Competitivity is all that I got. Let me shout and wake you up. (Umbreon93+Tjson92 vs Nike+DarkRoy) SPECIAL GUEST: Suor Genoveffa.
11. NDZ EVENT: Aggiungi un posto a tavola, che c'è un Hacker -non-hacker in più! (4ITtrepuntiniLecce vs. Everybody)
12. Zallnabniaca, plis. (the mighty Zannalabianca vs DarkRoy)
13. Brace yourselves. Tea Wars are coming. (Fronte Popolare della Pesca vs. Lista Civica per il Limone)
14. Casatiello, bugie e just dance (valerio vs. NDZ)
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#43 Utente offline   Shawn 

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Inviato 02 November 2013 - 19:52 PM

Io nel prossimo vi ammazzo tutti , come minimo :nitrofox:
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Le perle del Wariuzzo: (in continuo aggiornamento)


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Ciao, io sono un NDZ.

Io domino. Io sono il più forte.

Io prendo il righello e me lo misuro. E sono convinto di avercelo più lungo del tuo.

E sai perché?

Perché io sono un NDZ.


Noi Dominiamo, Zoccole.

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#44 Utente offline   Rael 

  • Queen do Brasiu
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Inviato 04 November 2013 - 02:34 AM

Ci ho messo due giorni ma ce l'ho fatta. E' bellissima, sono commoxxa. :cry:
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"quella rosalina di merda che aspettava che prendessimo tutti l'item prima di usare il fulmine[...]
[...]e quel figlio di puttana che usa rosalina può benissimo schiattare anche domani"

 Rael, su 16 January 2009 - 14:22 PM, ha detto:

MK64, io ci ho giocato parecchio a quel gioco in multi e posso assicurare che c'era davvero poco da lamentarsi in fatto di oggetti.
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#45 Utente offline   Suor Genoveffa 

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Inviato 04 November 2013 - 11:58 AM

Madonna ma quella sono io veramente.
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#46 Utente offline   Prodepon 

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Inviato 04 November 2013 - 12:15 PM

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#47 Utente offline   Skyron 

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Inviato 21 April 2015 - 23:24 PM

IL ROGO INCANTATO

PARTE TERZA

(significa che vi dovete ricordare cos'è successo prima)


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"La presenza di un eroe dimostra solo la debolezza di chi lo invoca."

Tratto da: Cartello a caso nello Spalto 14, Fila 17; Arena Excitebike


Il corpo del prode Prodepon giaceva senza vita di fronte alle grasse e grosse e ciccione e obese e sovrappeso figure del Lord Wariuzzo (una volta suo maestro), e dell'amiico traditore Roy, il quale ha preferito i poteri oscuri da Mod conferitogli dal Grassone in cambio di eliminare il prode eroe.

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"Beh, ora che sono morto di nuovo almeno non può andare peggio di così." Pensò Prode mentre veniva trasportato in un regno a lui familiare, ma di cui ancora ignorava ciò che lo attendeva. Mentre girotondava senza meta chiedendosi come farebbe un elefante a usare i fornelli, una voce gli giunse all'orecchio. "Ahò eroe dei miei funghi, se non hai le coins per pagarti l'affitto da morto te ne vai direttamente nel reame di Fanculo, e te assicuro che è molto peggio che essere morti." Prode era ancora intento a domandarsi se una giraffa potesse mai diventare un'astronauta per far caso alle perfide minacce della voce misteriosa, ma dopo aver capito all'improvviso il segreto della vita e tutto quanto gli rispose a tono. "Beh boh senti prima di tutto è molto scortese parlarmi senza farti vedere, secondo di tutto non ti sei manco presentato, poi sono appena morto quindi abbi un attimo di pazienza e poi ricorda che nel mondo dei vivi ora sta per succedere un po' di casino. Quindi se mi vuoi scusare io preferisco andarmene direttamente a Fanculo piuttosto che ritrovarmi circondato da altri tizi morti che magari manco conosco e che magari sono pure antipatici ok?" La voce era intenta anche lei a chiedersi se un giorno avrebbe mai potuto godere di tutto ciò che possono fare le persone con un corpo, ma dopo la dichiarazione di Prode reagì a modo. "Ho capito mo te mando a Fanculo e lì resterai per il resto dei tuoi giorni bim bum bam alè addio."

Prode non credeva che la voce fosse davvero capace di ciò, ma la sua morte apparentemente era solo l'inizio dei suoi problemi.

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"Spero almeno che abbiano la carta igienica a Fanculo!"



Nel frattempo, nel mondo dei vivi, Wariuzzo, Roy e Sgawn erano intenti a partire alla volta del Rogo Incantato, mentre nel castello di The_Simo divampava il caos tra l'assedio delle Raele, il potere distruttivo di Vero, e The_Simo che ronfava in un angolo dopo aver subito una granata cipollosa del Warez. "Beh, caro il mio Nipote e Swogn, ho proprio qui con me la navicella trattore che ci porterà oltre la pista arcobaleno alla volta del Rogo, l'unico problema è che c'è posto solo per 3." Sgwoaoan non capiva quale fosse il problema però. "E quindi...?" Wariuzzo però tirò fuori dalle mutande una palla di lardo puzzolente e infiammata, lanciandola addosso a Sgawn, eliminandolo dall'esistenza. "Beh si dà il caso che io voglia stare comodo, quindi occuperò tutti i 3 posti. Nipote tu starai fuori dalla navicella trattore, anche se subirai la pressione dell'universo ho bisogno che uno faccia da vedetta nel caso arrivassero degli alieni stronzi." Roy annuì con la testa, ma non gli importava minimamente della scomparsa del suo alleato di cui aveva già scordato il nome.

Il Trattore Navicella di Wariuzzo e Nipote si stava preparando al lancio verso la loro Destinazione Finale, ma siccome era un catorcio comprato con un mezzo fungo finto dorato allo Shy Guy Bazaar, stava facendo un fumo puzzolente infinito nel frattempo.

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"Andiamo all'attacco Raele! Non possiamo permettere che se ne vadano senza di noi!"


Le Raele erano intente a joinare i loro nemici verso il Rogo, ma le loro tecnologie gerudiane tarocche del cazzo non potevano competere con quelle fungose.

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"La nostra barca riuscirà sicuramente a domare quel tifone!"


Ma ahimè, le Raele quel giorno impararono che la volontà e la forza non è tutto, la tecnologia e i mezzi sono altrettanto importanti, e di questo ne fecero tesoro dove nessuna tecnologia è ancora riuscita a giungere.

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"Maledetto obeso ciccione!!! Ma troveremo un modo per raggiungervi!!!!"


Il più grande mistero di questa situazione, non era tanto come il Wariuzzo avesse un Trattore Navicella nelle mutande nonostante fosse appena rinato, ma il fatto di come una Raela riuscì a infiltrarsi attraverso il fumo, aggrappandosi al Trattore.

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"Vai Sorella! Aspetta il nostro ritorno per quando vendicheremo il nostro Prode Eroe, derubando anche quei luridi traditori!!"


Ignari di tutti gli sforzi delle Raela, Wariuzzo e Nipote partirono per il loro ultimo viaggio, ignari della Raela segretamente a bordo da qualche parte, e di ciò che li aspettava alla fine del viaggio. "Nipote appena vedi qualcosa lì fuori avvertimi in qualche modo, ma non disturbarmi se sto mangiando o se sto dormendo, chiaro?" Il Nipote non aveva capito in che modo poteva avvertire il Grassone se quelle due cose erano le uniche che faceva in ogni caso, ma non osava affrontare il suo Maestro al riguardo. "Prima che tu cominci i tuoi riti sacri, dimmi questo Obeso, come riconosceremo il Rogo Incantato?" Wario ormai aveva già sbafato 12 porzioni di funghi al gusto di pavimento, ma per evitare di finire alla Gola Fungo spiegò vagamente a Roy su cosa concentrarsi. "Non so un cazzo a dire il vero, a me interessa solo pigliare i tesori che stanno lì e poi boh, o me li magno o li vendo a somme obese. So questo però, mentre ero morto, e prima di assorbire parte del corpo di Prode, nel Limbo in cui mi trovavo sentivo molte voci sussurrare di questo Rogo. Naturalmente non me ne poteva fregare un cazzo, ma appena ho sentito che parlavano anche di Potere, Fama e Tesori allora hanno catturato il mio interesse."

Mentre Wariuzzo raccontava al Nipote la storia del Rogo fra una bistecca calamarosa e uno spiedo spiedoso, il Trattore Navicella stava attraversando molti pianeti, molti mondi, che alla vista di questo Trattore rumoroso che disturbava la loro quiete anche a 2000 anni luce, diversi attacchi lucenti e lamer stavano arrivando verso di loro, ma Roy riusciva a defletterli tutti senza sforzo alcuno.

"Cercai di comunicare con quelle voci, ma loro erano quasi più avide di me, e affinché rispondessero alle mie domande mi chiesero di donare parte della mia anima a loro." - "E tu l'hai fatto grassone del caxxo??" - "Col caxxo Nipote, mi sono mangiato pure loro. Infatti ora contengo tutta la loro energia e la loro sapienza dentro di me, l'unico problema è che stanno divorando la mia anima dall'interno, diciamo che non avevo calcolato questo inconveniente." - "Beh allora spero che tu sciopa presto così mi terrò tutti i tesori per me." - "Non pensare di farla così facile, più questi esseri consumano la mia anima, e più conoscenze acquisisco, mentre ci avviciniamo alla destinazione sto imparando meglio di cosa si tratta, le coordinate e molto altro. Pare anche che una volta lì troverò la cura a questo dilemma."

Nicola rimuginava su come poteva approfittare di questa situazione a suo vantaggio, i poteri da Mod poteva usarli per difendersi da tutti gli attacchi pazzi in loro direzione, ma non poteva ancora affrontare un Admin come Wariuzzo.

"Ascoltami bene Nipote, perché questa credo sia la parte più importante." Disse Wariuzzo mentre cercava cibo nelle sue narici. "Quando ero un bimbo grasso, avevo sempre voluto le cose degli altri: quindi rubavo cibo, soldi, persone, città e altro; ma la cosa che mi ha sempre affascinato di più erano le armi. Non erano commestibili, ma davano un grande senso di forza nell'impugnarle, e mi facilitavano anche il compito di far soffrire gli altri! E se le voci non mentono, da qualche parte in questo universo vi è anche l'arma Definitiva!!"

I loro discorsi si stavano prolungando per molto tempo, il cibo sembrava non finire mai, e Nicola si stava anche rompendo un po' il cazzo di sentire il Lardoso parlare mentre lui lo difendeva da ogni cosa. "Ma sto cazzo di Trattore non può andare un po' più veloce, cioè pare che non siamo poi tanto distanti da dove eravamo partiti, e la cosa più strana è come tu sia riuscito a mangiare così tanta roba in questo breve lasso di tempo Puzzone Obeso Dimmerda." Wariuzzo doveva mangiare il più possibile però, perché ad ogni secondo che si nutriva, la sua anima veniva consumata, divorata da esseri molto più voraci di lui. "Beh a differenza tua io sono morto una volta, quindi faccio il cazzo che mi pare sennò uccido anche te e vedi che spasso che è." Nicola in quel momento ricordò quando era stato trasformato in gatas, e di quando fu bannato, ma non era sicuro se potessero competere col fatto di morire.

"A proposito di quell'arma, sai già cosa sia o dobbiamo aspettare che ti mangino anche i piedi per saperlo?" - "Al momento so solo che si tratta di un'arma molto diversa da come la intendiamo: trafigge ma non ferisce, colpisce ma non lascia il segno, uccide ma lascia in vita. Credo che si chiami "������❤️‍�� �� ����" ma nel nostro linguaggio possiamo chiamarla "Spada Calamako."

Mentre Nicola si chiedeva se il primo nome se lo fosse inventato Wariuzzo cincionando a caso col telefono guscio verde o no, sembrava che finalmente si stessero avvicinando al Rogo.

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"Guarda Nipote, è la Pista Arcobaleno! Significa che questo catorcio dimmerda forse riuscirà davvero a raggiungere il Rogo!


Ma appena proferì quelle parole, Wariuzzo emise una scorreggia letale che fece precipitare il loro Trattore sulla Pista.

Il mistero di come ci fosse gravità nello spazio è niente in confronto a come fecero le confezioni di cibo ad essere così poche rispetto a quanto il Wario avesse divorato. "Non dirmi che ti sei magniato pure i contenitori warez." Ma wariuzzo gli ruttò in faccia rispondendo. "La mia fame è implacabile, devo divorare ogni cosa se voglio sopravvivere, sarà meglio che tu non mi disobbedisca o farai compagnia all'anguilla elettrica dentro di me." Roy non sembrava molto terrorizzato all'idea di essere mangiato dal Warez, quanto al fatto che una Raela gerudosa fosse sbucata fuori dal Trattore con loro. "Ciao chi sei? Presentati e ti troverai bene nel forum! ^____^" Ma la Raela non apprezzava la vista di quei due e lanciò con forza una delle sue spade alla gola di Roy e Warezz. Erano lame molto affilate e preziose, a differenza del resto della loro tecnologia, ma Nicola se la sfilò dalla gola senza problemi cercando cerotti nella pista, mentre Wario la mangiò come il resto. "Sei gentile a regalarci le tue spade, ma io ne sto cercando una molto più preziosa, e dubito che tu la possieda." La Raela però lanciò un'altra decina di spade tirate fuori da una scarpa, ma il wariuzzo era armato a sua volta di uno stomaco infinito. "Io sono la Raela arrivata prima al concorso di bellezza del mese scorso, prima al torneo di arma bianca, prima al contest sulle celebrità e anche coi kart me la cavo! Tu sei solo un lurido verme ciccione che ha tradito il nostro pianeta, e in nome della pelle abbronzata io ti punirò!!!" La Raela si lanciò con tutta la sua veemenza verso il Lardoso, il quale confidava che Nipote lo difendesse mentre lui si scaccolava, ma Roy era sparito lasciando una scia di sangue nel suo cammino e Wario si trovò ad affrontare la Raela da solo.

Wariuzzo era pronto a sfoderare tutto il suo arsenale mega pericolosissimo, per infine divorare la sua avversaria, ma lei era più furba di lui, e lo affrontò in un modo diverso e imprevisto.

Raela lanciò una palla di Nuvola Lamer, e mentre il suo avversario era accecato, lei compì la sua mossa. Wariuzzo notò che un certo tanfo si stava allontanando da lui, e realizzò che la Raela stava rubando il Trattore Navicella, il suo unico mezzo per raggiungere il Rogo, o per andarsene dalla Pista Arcobaleno. Raela si era dimostrata più furba del Grassone, e nonostante il peso di quell'affare, stava correndo lontano da lui, sperando di poter ripartire prima di essere raggiunta. Per sua fortuna, Wario era tanto forte quanto lento, e con l'immensa Nuvola Lamer che lo circondava non riusciva neanche a uscirne.

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"APPENA TI PRENDO GIURO CHE TI MANGIO COL NASO"


Wariuzzo non riusciva davvero a trovare una via di uscita, fra fumo, tuoni, lampi, scorregge sue e altre amenità. Quando l'occhio non vede però, il naso permette di vedere molte più cose, ed è così che Wario trovò la traccia di sangue lasciata dalla ferita di Roy, e la seguì per uscire da quella situazione, nella speranza che potesse condurlo dalla Raela o da lui per contrattaccare.

Usando la moto che teneva nascosta in un orecchio, Wariuzzo seguì la scia di sangue, e alla fine si imbattè in Nicola contro la Raela mentre il Trattore si stava preparando a partire di nuovo. "Vedo che hai seguito la mia traccia Grassone, ora possiamo distruggere questa perfida ladra!" Raela e Nicola stavano combattendo quasi alla pari, ma Nicola era svantaggiato dalla ferita subita prima, e anche dal fatto che la Raela usi qualsiasi metodo sporco per colpire Nicola, mentre lui colpisce diligentemente coi suoi artigli senza barare. "Eh Nipote, ora capisco perché la Raela ti ha colpito prima. Non eri troppo lento o debole, l'hai fatto apposta prevedendo le sue luride intenzioni, permettendomi di raggiungerti! Tu sì che sei un compagno leale, e ora, distruggiamola nel modo più sleale possibile!!!!" Wariuzzo caricò una spallata supermega potentissima verso Raela, ma Nicola lo bloccò poco prima dell'impatto. "Cosa combini Nipote disgraziatamente disgraziato?! Lei è una ladra che voleva lasciarci da soli in questo posto inculato!" Ma Roy dopo aver disarmato Raela rispose. "Possiamo usarla come alleata, dopotutto così inoltrati nello spazio non saprebbe come tornare nel nostro pianeta, e UNO IN PIù ci può sempre fare comodo no?" Raela stava pensando alle sue compagne, che confidavano in lei, e che sicuramente volevano rivederla, e la cosa era reciproca. Wariuzzo ci pensò su un attimo, ma alla fine la soluzione era ovvia. "FREGA UN CAZZO! MOMMELAMAGNO!" E così Wario spalancò le sue fauci per divorare la perfida avversaria, ma la Raela schivò l'ingurgito e calciò il Trattore nella sua gola. Wariuzzo divorò senza problemi anche la sua stessa navicella, ma la sua furia ora aveva superato ogni limite. "TU MERDA DI UNA LURIDA LADRA PERFIDA E SPORCA E MAGRA, PER COLPA TUA NON POTREMO PIù FUGGIRE DA QUESTO ORRENDO POSTO COLORATO!!! PREPARATI A INCONTRARE I MIEI SUCCHI GASTRICI, TI ASSICURO CHE SUCCHIERANNO MOLTO PIù DELLA TUA CARNE E ANIMA!!!" Ma la Raela non si faceva intimorire dalle sue minacce, e Nicola nel frattempo dopo aver aiutato il Warez a raggiungerlo, stava cercando di nuovo dei cerotti o qualcosa per coprire la ferita di prima.

"Kapisco." Disse Wariuzzo non avendo kapito. "Così se non posso mangiare te, vorrà dire che divorerò l'intera Pista Arcobaleno al tuo posto! WAH-AH-AH-AH-AH!!! Io potrò plasmare la Pista al mio interno rigurgitandola come nuova Navicella Trattore Arcobaleno, mentre tu sprofonderai nei meandri nello spazio!! O nei miei meandri se decidi una morte più veloce, WAH-AH-AH-AH-AH!!!" Nicola riapparve dopo essersi coperto la ferita con un pezzo della Pista improvvisato come cerotto. "Ti piace il mio cerotto Arcobaleno Wario??" Ma Wariuzzo era già intento a divorare tutta la Pista ormai. La Raela cercava di colpirlo, ma lui riusciva a coordinare le scoregge e i rutti in modo da difendersi e colpire l'avversaria. In breve tempo Wario rimodellò l'intera Pista nella nuova Navicella Trattore ARCOBALENO

"C'era proprio bisogno che rimanesse comunque un Trattore?" Chiese Nicola innocentemente. "È il mezzo più veloce della galassia solo se ha la forma di un Trattore!! Ora salta su Nicola, la pausa pranzo è cominciata!" - "E la Raela?" Gli ultimi rimasugli della Pista si stavano unendo alla struttura più grande, e la Raela stava per sprofondare nello spazio infinito. "Lasciala lì pirla!! Si è dimostrata anche troppo fastidiosa, scommetto che se l'avessi mangiata alla fine sarebbe sopravvissuta distruggendomi dall'interno!" E così Nicola saltò sul nuovo Trattore Navicella ARCOBALENO lasciando la Raela a marcire nello spazio.

E così i nostri due perfidi cattivi ripresero il loro viaggio alla volta del Rogo, armati di una nuova Navicella, e più determinati che mai. Ma loro non erano gli unici a proseguire nel loro viaggio.

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"Sono finalmente a Fanculo?"


Mentre i nostri cattivi erano trionfanti e sazi e combattivi verso ogni pericolo che osava ostacolarli, il nostro Prode eroe era invece sconfitto, e ormai privo di pericoli nel suo ultimo viaggio eterno.

"Certo che anche a Fanculo i treni passano in ritardo." Mormorò Prode, dopo essere arrivato a Fanculo in ampio ritardo dopo la sua morte. Si chiedeva cosa ne sarebbe stato di lui ora, ormai era già la seconda volta che aveva assaporato la morte, ma questa era quella definitiva. Si guardò un po' intorno, e il posto non era male, tanto dal chiedersi perché sforzarsi tanto di vivere.

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"Qui qualcuno ha lasciato il rubinetto aperto forse."


Stava esplorando un po' il suo nuovo mondo, ma una voce familiare lo chiamò a se. "Tio Veni." Prode riconobbe quelle parole, e le seguì fino alla loro origine. Ciò che trovò però non era ciò che si aspettava.

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"Alucard!! Cosa ci fai qui brutta anatra sputarogne e inutile!!!


Prode ricordava ancora il suo volto, l'Alucard che nella sua avventura precedente aveva cercato di uccidere lui e i suoi amici, ma era sorpreso di ritrovarla a Fanculo. "Cosa ci fai qui eh pezzo dimmierda eh?!" Ma prima che potesse ridere di lui, una forza oscura lo portò a inginocchiarsi. "Stupido. Io non sono quella putrida vacca logora. Io sono la matriarca delle Raele, la loro founder, il loro essere primo." Prode non ne era così sicuro però. "Certo vabbeh, oltre che merdosa sei pure 'na bugiarda, vabbeh ci vediamo in giro." La figura davanti a lui però intensificò i poteri oscuri piegandogli la schiena. "Se fossi davvero una Alucard credi davvero che sarei capace di piegarti così??" Prode ormai stava cedendo e decise di credergli. "Vabbeh, e allora chi sei mo?" - "Te l'ho appena detto, sono Rael. Quella che tu chiami Alucard si tratta solo di un virus usato per controllare le persone facendole diventare contrarie ad ogni cosa di buon senso! Ma dopo che l'avete sconfitta mentre ospitava nel mio corpo, mi hanno rimandata a Fanculo."

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"Sapessi quanto ho sofferto per colpa di chiunque abbia liberato quel fastidiosissimo essere viscido nel mio corpo"


"Ma perché proprio te? E quindi ti saresti lasciata controllare da una zingara così?" A tali offese Rael cominciò a reagire tirando le catene che la tenevano prigioniera. "Io ero morta da secoli ormai, ma qualcuno a conoscenza della mia forza infinita ha voluto profanare la mia tomba e riportarmi in vita grazie per i suoi luridi scopi! E per questo io ora giuro VENDETTA VERA!!!"

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"E ora, non finirò più in galera!


"Qui a Fanculo non arriva molta gente, dopotutto bisogna morire due volte per finire in questo postaccio, ma il destino ha voluto che tu mi raggiungessi, non può essere stato un caso che entrambi siamo morti 2 volte. Assorbendo un po' della tua energia sono riuscita a liberarmi dai vincoli imposti dalla Dea Vero, e ora riusciremo a tornare dove possiamo concludere le nostre missioni!"

Prode sembrava ancora un po' confuso in seguito al discorso di Rael, ma se grazie a lei poteva rivedere il suo amico Scolopendra Ness, e vendicarsi dell'amico traditore Roy, allora era pronto a risorgere un'ultima volta lasciando alle spalle anche Fanculo. "Dea Vero hai detto? Non era solo una messaggera di qualche regno?" Rael però rise sonoramente a tali beffi affermazioni. "Lei era una serva del Dio Lee Boon, ma recentemente lo ha usurpato acquisendone i poteri divini e incatenando ogni suo possibile nemico. Credeva che io fossi solo un'Alucard, ma si sbagliava di grosso anche coi suoi poteri divini, e ora assaggerà la mia irah!!" Prode ricordò come Vero abusò anche di lui in passato, ed era pronto a vendicarsi anche lui della nuova Dea, senza dire niente di quando lui e i suoi amici sconfissero Rael impossessato da Alucard. "Ma come ha fatto ad usurpare il Dio Lee Boon precedente? Se è così facile battere un Dio allora non so che se ne faccia di tali poteri.." Rael continuava a ridere mentre trafiggeva e tagliava ogni guardia di Fanculo sul loro cammino però. "Non lo ha sconfitto, quel perdente di Lee Boon si è sposato una automobile e ha rinunciato al suo ruolo." - "Certi uomini prendono donne e motori letteralmente." Rispose Prode.

Rael stava continuando a tagliare nemici come se fossero erba alta, mentre Prode faticava a stare al passo della sua nuova maestra. "Ma quindi, come faremo a fuggire da Fanculo?" Mentre continuavano a uccidere senza alcuno sforzo i loro nemici, Rael cercò di spiegargli quello che era forse uno dei segreti più importanti affondati nel passato. "Allora, se sei arrivato qui, ci sarà sicuramente un modo per uscirne. Devi sapere che la nostra realtà in cui esistiamo, è esattamente come quella di un Cesso. Fanculo è lo strato più basso di esso, dove l'occhio umano raramente arriva a vedere, dove lo scorrere di tutto ciò che è sgradevole e sporco viene buttato. Fra Fanculo e il regno del Ban vi è un sottile strato chiamato Limbo, dove siamo stati entrambi già una volta e a cui faremo ritorno ora. Il Limbo è lo strato fra l'oscuro e il visibile, la parte che non vedi chiaramente ma che sai esiste, dove non c'è né vita né morte. Poco sopra vi è il regno del Ban, dove finiscono le creature più infime, troppo deboli per risorgere e morire un'altra volta finendo a Fanculo. E oltre quello strato vi è il resto del mondo, noto come Bagno. Coi miei occhi antichi non sono mai riuscita ad oltrepassare quell'ultima barriera, lo strato del Bagno è troppo ampio e il suo universo è troppo grande per essere esplorato da esseri minuscoli come noi, ma lì è dove gli esseri supremi si recano quando hanno intenzione di liberarsi di ogni sporcizia. Avrai già intuito che noi siamo parte di essa quindi."

Prode era solo un piccolo sporco essere come tutti gli altri che conosceva quindi? Tutti i legami e le vicende, erano solo limitate a un piccolo reame infinitesimamente super piccolo in confronto ad uno ben più grande?

"Sai Prode amico, sono contenta che tu mi abbia sconfitta mentre ero posseduta, mi hai così dimostrato di essere forte e di meritare la mia fiducia. Ma ricordo anche che tu hai visto la mia vera forma, e se mai dovessi usarla un'altra volta, temo che in quello stato a piena potenza senza un'Alucard che mi trattenga potrei ferire anche te. Ma per il momento dobbiamo solo uscire di qui, veni che non siamo molto lontani.

Prode e Rael erano arrivati quindi di fronte al portale che li avrebbe portati verso la libertà, o per meglio dire, da una gabbia piccola a una più grande.

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"Beh, la mia visita a Fanculo di certo non è durata molto."


"Non temere amico Prode, questo luogo ci tornerà utile in futuro. E inoltre, per fuggire da qui faremo arrabbiare parecchio la Dea Vero, oltre ad assicurarci una punizione ben peggiore di Fanculo. Esiste l'ultimo strato, ben al di sotto del Cesso, si tratta della Discarica dove ogni cosa si riunisce senza via di scampo. Ma ci preoccuperemo di quello se mai ci avremo a che fare. Per ora andiamo verso la Vendetta Vera!!"

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"Ma quindi i cessi che abbiamo nel nostro mondo sono...?"


Prode stava ancora pensando alla recente rivelazione di Rael, ma i due stavano proseguendo verso la loro idea di libertà, mentre nel frattempo i nostri due cattivi forse erano sulla rotta giusta a bordo del loro Trattore Navicella ARCOBALENO

Roy e Wariuzzo continuavano coi loro discorsi sbeffeggiando la Raela sconfitta recentemente, mentre uno dei due continuava a mangiare con cibo apparso da non si sa dove, mentre l'altro attendeva pazientemente di mangiare qualcosa, cercando anche di avvistare segni del Rogo. "I tuoi spiriti o quello che sono ti hanno detto altro Warez?" - "Sì, la mia conoscenza si sta ampliando ad ogni momento, ad esempio sono venuto a conoscenza che la Spada Calamak--" Wariuzzo però non riuscì a finire la frase che un forte terremoto spaziale che va contro ogni legge naturale si avventò contro di loro, finché davanti a loro apparve

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"WAAAAAAAAAAHHH!!!"


"Chi l'avrebbe mai detto che un obeso dimmerda e un gatas dalle sembianze umane sarebbero riusciti ad arrivare ai limiti del loro reame?" Questo essere viola ambiguo dalle strane movenze stava parlando ai nostri cattivi mentre ballava una strana danza, ma Wariuzzo non si fece intimorire. "Oh senti levati dal cazzo che sto portando il Nipote a scuola. Se non ti levi ti mangio la faccia ok?" Ma l'essere continuava imperterrito le sue danze aliene e nauseanti. "Non così in fretta Grassone, vedi se tu oltrepassi me giungeresti verso dove non vi è concesso andare!!" - "Io vado dove mi pare. E se qualche regola me lo impedisce mi magno anche quella." Ma la figura non era più sola, un'armata di forze misteriose si stava avvicinando ai nostri cattivi.

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"Non osare affrontarci, ignobile sporca molecola grassa."


"Vabbeh e mo voi chi cazzo siete." Disse Wariuzzo sempre più adirato. "Noi siamo Nintendo, distruttori di universi e di Desideri. Se qualcuno osa affrontarci, essi subiranno la punizione divina. Vai Waluigi, disintegra questi trasgressori con l'arma definitiva, la Spada Calamako, e puniscili per il loro oltraggio. Badate che una volta trafitti dalla Spada Calamako voi non morirete, ma vi attenderà una punizione ben più crudele." - "WAH!!" Disse Waluigi sfoderando la Spada Calamako. Era una spada molto particolare, dalla forma di Calamako, l'impugnatura era grossa e bianca, e dopo l'elsa vi erano 4 lame molto vicine, lunghe e affilate, con la punta macchiata di un nero più oscuro dell'universo. "Quando la punta della spada Calamako vi trafiggerà, voi diventerete Amiibo per il resto dell'esistenza di tutto. Non vi potrà salvare più niente. Ora WAH, Waluigi!"

Waluigi così caricò il colpo della Spada Calamako, trafiggendo il Trattore Navicella ARCOBALENO, e trasformando Wario e Nicola in Amiibo.

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"Noi siamo Nintendo, e distruggiamo. Please Understand."

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#48 Utente offline   Skyron 

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Inviato 13 May 2016 - 23:59 PM

IL ROGO INCANTATO


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L'inganno dimostra come il male possa essere compiuto senza coscienza. L'inganno nasce come concetto di superiorità, è dunque il pensiero malvagio che determina la supremazia fra eguali?

Recitato da: "Funky Kong alla vista della frenata di Daisy che frena all'ultimo per non beccarsi quel blu quindi se l'è beccato la scimmia"


PARTE QUARTA
una certa Nonna in questa corsa per ottantenni delusi dalla vita, assieme ad altri 102 contendenti di cui solo uno di loro riuscirà ad aggiudicarsi l'ambito premio, "uscire dalla corsa". La nonna nonostante l'ingiusto vantaggio rispetto agli altri partecipanti però si fa superare sulla curva ghiacciata nella Collina Ciambella. Pare che a superarla sia stato un certo Vecio, ma anche lui non sembra riesca a mantenere il vantaggio quando un altro Vecio lo supera sfruttando la Scia che in qualche modo stava lasciando dietro di sé. L'unica Nonna in mezzo ai Veci pare sia retrocessa in seguito all'assalto dei numerosi Veci, circa 99, che hanno deciso di unire le forze creando una Vecio Spada composta da tanti di loro attaccati con salde prese di mano e con salde convinzioni. La Vecio Spada sta mietendo vittime ovunque la sua lama tagli, ma c'è da chiedersi chi dei Veci riuscirà a far valere il diritto di vincita nel caso avvenisse.

Questa corsa è cominciata circa 80 anni fa, dicono foti non attendibili di un koopa super, e sin da allora tutti questi Veci corrono per uscirne. In origine c'erano solo 103 contendenti in questa corsa, e ancora ad oggi si celebra l'anniversario di quando uno di loro riuscì a completarla, ma alcuni di loro dubitano di questa leggenda, convinti che non vi sia fine a questa loro esistenza faticosa e asfissiante. Non è chiaro in base a quale criterio si vinca, le corse si tengono giornalmente, e quando non si corre i partecipanti escogitano metodi per ridurre il numero di avversari, ma sono sempre tutti così stanchi dalle corse precedenti e dall'ansia di quelle successive che non trovano mai le forze per farlo fra una corsa all'altra. La Vecio Spada infatti è un metodo rivoluzionario che permette di effettuare tale scopo durante le corse, e al momento i due bersagli sono la Nonna e il Vecio Solitario, i due Veci che in passato hanno dimostrato il loro valore smettendo di correre perché erano stanchi. Tale atto però non è andato impunito, e il Giovane Metal Pink Gold Guardiano li ha condannati ad essere bersagliati in eterno finché la Vecio Spada non sopraggiunga o finché la corsa non arrivi al termine. dei 102 partecipanti però, sappiamo che due di essi sono Nonna e Vecio Solitario, ma oltre ai 99 Vecio Spada pare ci sia un altro, che apparentemente si spaccia per ciò che non è, ma rimane avvolto nel mistero.

La corsa finirà presto però, e come la loro anche quella di tutti.

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"Vero, ora che sei diventata la nuova Dea di Tutto, sai bene quale compito ti spetta." Un vortice oscuro ma non necessariamente con cattive intenzioni stava rivolgendosi a Vero, che dopo la dipartita del Dio precedente Lee Boon, ne aveva acquisito i poteri e conoscenze. "Ho ambito a questa posizione per lungo tempo, servendo diversi castelli di generazione in generazione. So cosa devo fare e in che modo, non ho più bisogno dei tuoi consigli... Gran Consigliere Fetor." a pronunciare quel nome il vortice si attorcigliò e contorse con gran dolore. "Puoi prenderti gioco di me, ma un giorno sarai la mia Gran Consorte, e non mi guarderai più con gli stessi occhi." Vero agitò il suo tridente quadriforcuto a spirale infuocato e infilzò il vortice. "Certo, non ho più bisogno dei tuoi consigli ora così come non ne ho mai avuto bisogno prima. Ora lasciami in pace che sei davvero fastidioso e irritante Fetor." Il vortice stava soffrendo sia per le ferite inferte dal Tridente che alla pronuncia di quel nome, ma nel profondo del suo cuore sperava che anche i suoi sogni si potessero realizzare un giorno. "Anche se mi cacci io tornerò Vero, non puoi liberarti di me." Il vortice quindi svanì attraverso atroci agonie e sofferenze, ma a Vero non sembrava importare. "Ho perso due valide pedine, Roy e Wariuzzo erano molto vicini al Rogo Incantato, ma Nintendo è riuscita a intercettarli e trasformarli in Amiibo con la Spada Calamako... Dovrò pensare a un'altra strategia per annientare quella forza rognosa e concludere la volontà del Rogo."


Wariuzzo era già morto una volta in passato sfidando il Prode Prodepon, ma riuscì a tornare in vita prendendo in prestito il suo corpo per poi tradirlo e guadagnare nuova vita per continuare i suoi piani, a cui si unì il Nipote Roy in seguito, e insieme viaggiarono nel cosmo alla ricerca del Rogo Incantato, pur non sapendo cosa fosse esattamente. Le loro ricerche li portarono attraverso diverse avventure, ma le Raele riuscirono ad intercettarli, e seppur perdendo una di loro, non si diedero per vinte e continuano ancora la loro caccia. Nonostante le potenze sovrumane di questi due intrepidi avventurieri però, neanche tali forze poterono competere con le viscide armi di Nintendo, che li trasformò in Amiibo, negandogli l'anima e intrappolandoli in uno stato di qualità abbastanza scarsa e incapaci di agire di loro volontà.
Oltre alle Raele però, anche altre forze si stanno muovendo, fra cui Prodepon e il Raelo originale, incontratisi a Fanculo e i quali pare stiano tornando alla superficie del Bagno, consci che se dovessero perire, stavolta li aspetterebbe la Destinazione Finale della Discarica.


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"Mmmhh buona sta Minestra de Zuppa"


Nell'aria c'era un gustoso e saporito aroma di cibo, accompagnato da una gradevole fragranza femminile e da una lieve brezza di vento che spirava dalla finestra semi aperta. "Ciao tu chi sei?" Chiese la voce femminile a un giovane disteso su un letto. "Credo di essere finito nell'inizio generico di una storia. Ma non ho tempo da perdere, scusami dolce fanciulla ma ho degli amici da salvare!" La donzella però non sembrava mossa da quelle parole, e gli mise un bavaglino al collo porgendogli il piatto di cibo. "Quindi... Con quale di quelle zampe mangi di solito?" Disse cercando di contare quante zampe avesse di fronte esattamente. "Se non mi liberi da queste catene ti divoro senza usare le zampe." La ragazza indietreggiò impaurita al tono di quella voce, ma cercò di mantenere la calma. "C-capisco signor millepiedi. Ok, cominciamo coi nostri nomi allora, io sono Arzxcvsbsnt, e tu?" L'essere dai molti piedi cercava di liberarsi di quelle catene pesanti e fiammanti, ma senza risultato. "Sono Scolopendra, e ti assicuro che se mi liberi da queste catene tratterrò gli istinti primitivi del demone Pendrascol che risiede in me! Ti assicuro che in breve tempo lui riuscirebbe a liberarsi da solo e ti divorerebbe! Per favore aiutami! Ti avverto che se divento rosso significa che il demone è sveglio e per te saranno guai!" Ma Arzxcvsbsnt non sembrava badare troppo a queste minacce, e cercava solo di imboccare la simpatica Scolopendra con la sua pietanza. "Non ti preoccupare, con molta calma arriverò alla meta, e sentirai che buone le mie ricette!" Arzxcvsbsnt impugnava un grosso cucchiaio di legno, e non sembrava minimamente intimorita da chi aveva di fronte. Riuscì a imboccare la Scolopendra ma questa divorò l'intero cucchiaio e il braccio di Arzxcvsbsnt. "In pochi secondi divorerò anche il resto." Arzxcvsbsnt però mantenne la calma e rigenerò il braccio e il mestolo senza problemi. "Accidenti che forza, ma non riuscirai mai a liberarti con metodi così rozzi e vecchi. Dovresti provare qualcosa di nuovo, solo così potrai liberarti da questi vincoli." Pendrascol stava sfoderando tutto il suo arsenale demoniaco, ma invano. "Io il consiglio te l'ho dato, ma posso ripetertelo tutte le volte che vuoi, e che non vuoi." Naturalmente sforzandosi così tanto, le forze di Pendrascol si stavano consumando e indebolendo lentamente, dopotutto liberare mille zampe incatenate non è un problema che affronti tutti i giorni.

A peggiorare le cose vi era Arzxcvsbsnt coi suoi metodi bizzarri e atipici di intrattenere un ospite, ma Pendrascol allo sfinimento delle forze sembrava star capendo il significato dei consigli ricevuti. "Uh?! L'ultima volta che Pendrascol prese il sopravvento per così tanto fu nella lotta contro Alucard, e quella fu una battaglia decisamente impegnativa, non capisco cosa possa averlo sforzato così tanto come allora per ritirarsi... Ehy scusi signorina ma queste catene allora come si tolgono? Mi stanno dando un po' fastidio, me le puoi togliere per piacere?" La ragazza però invece che assecondare la richiesta spalancò la bocca scagliando fuori una lingua lunga, spinosa e acuminata. "Le tue buone maniere sono inutili nella tua posizione, e ora che quel demone è sopito posso divorarti senza problemi." La Scolopendra realizzò in una frazione di secondo il pericolo della situazione e cercò di difendersi con la stessa catena che lo teneva imprigionato. Il metodo stava funzionando e per qualche secondo riuscì a proteggersi da quei violenti attacchi, finché la giovane non rimosse l'ostacolo per cercare di divorare la preda. "Beh... Mi sembra na mossa un po' scema no? Ora sono libero, e boh, vado, ci si vede!" Con acrobazie e trick di vario genere riuscì a schivare tutti gli attacchi, avvicinandosi all'unica uscita visibile. Poco prima di varcare la soglia però, Arzxcvsbsnt gli proferì uno strano consiglio "Se vuoi proseguire nella tua avventura, basta che tu vada sempre dritto! Non voltare mai, non esplorare, limitati a seguire la strada nella direzione prestabilta!" Scolopendra non capiva questo strano atteggiamento ostile ma amichevole senza distinzione, ma cercò di memorizzare il consiglio per poi andarsene da quel postazzo. "Ma come ci sono finito qui?" Mormorò fra sé e sé. Solo una volta uscito realizzò di essere dentro una strana caverna, e che l'abitazione da cui era uscito aveva una strana forma ovale, ma la ragazza per qualche motivo non sembrava dargli più la caccia una volta uscito da lì. Cominciò ad avventurarsi cercando un'altra uscita da quel postaccio, ma in quel momento Arzxcvsbsnt si affacciò da una finestra e lo salutò augurandogli buon viaggio verso la sua meta. Alla Scolopendra tutto ciò sembrava sempre più strano, ma per il momento era grato di essere ancora vivo e in controllo di sé.

Vagò per diverso tempo, c'era uno strano rumore in sottofondo, quasi come un canto che ripeteva le stesse note ma era difficile comprendere se stesse comunicando qualcosa. Man mano che proseguiva cercò sempre di seguire il consiglio ricevuto prima, andando sempre dritto, ma per sua fortuna la grotta non sembrava offrire altri percorsi. Veniva anche sporadicamente attaccato da altri esseri molto più lenti e deboli del pericolo scampato prima, ma essi erano solo una piccola distrazione di fronte a ciò che trovò a un certo punto.

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"Minchia fare le scale con ste mille zampe è più complicato del previsto."


Con molta fatica scese queste scale misteriose, che conducevano verso qualcosa di ancora più misterioso, ma non ne era spaventato, voleva solo uscire da quel posto per ritrovare i suoi amici e adempiere alla sua missione.


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"Abbè, dovrà pur portare da qualche parte."


E con queste parole si tuffò in quel mistero, sperando con tutti i suoi mille cuori di aver fatto la scelta giusta.

Mentre attraversava quello strano portale, sentiva nell'aria quegli aromi che aveva già sentito al suo risveglio, ma accompagnati anche da altri con dei sapori però indistinguibili.


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"Chissà se Pendrascol sapeva qualcosa di quel posto strano."


La Scolopendra si lasciò alle spalle questa piccola avventura e il portale alle spalle, mentre si dissolse nel nulla senza lasciare traccia.

Non sapeva esattamente dove si trovasse al momento, ma sapeva cosa doveva fare. Con sua sorpresa però, il mondo non era come lo ricordava, i prati verdi avevano lasciato posto a un vasto oceano, con acqua a perdita d'occhio. Si chiese come fosse ciò possibile, o se quello fosse davvero il suo mondo di provenienza, ma una risposta a questi dilemmi non era possibile formularla.

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"Beh almeno non ci sono scale in un oceano"


E così cominciò a nuotare, forte delle sue mille zampe che fungevano come mille remi. Vi erano piccoli fastidiosi esseri che disturbavano il suo viaggio, ma nulla di faticoso, poteva badare a loro con una zampa sola volendo.

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"Beh spero non avessero famiglie o amici."


Nuotò a lungo, molto a lungo, per così tanto tempo che solo duecento delle sue zampe riuscivano ancora a remare, ma la sua forza di volontà resisteva di fronte a qualsiasi onda o avversario. "Certo che se questo non è manco il mio mondo tutta sta fatica che la sto facendo a fare." Pensò La Scolpendra mentre altre dieci delle sue zampe cedettero alla fatica.

Passarono altri giorni, e il viaggio lo portò ad affrontare tempeste ed uragani, a volte balene giganti e anche fenomeni come lampi dotati di volontà propria che riuscirono a colpire la Scolopendra rimpicciolendolo diverse volte durante il tragitto, ma lui colse queste occasioni per riposarsi sapendo che zampe più piccole avrebbero coperto meno distanza ma spendendo le stesse fatiche.

Finalmente però, dopo molte altre intemperie, pare trovò finalmente la meta.

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"Finalmente!"


La Scolopendra raccolse le sue ultime forze per raggiungere la sua destinazione, e una volta arrivato poté finalmente riposarsi. "Ora dobbiamo solo aspettare quel pigrun del Prode..." Disse addormentandosi attimi dopo dalla stanchezza.

Mentre dormiva, quel luogo sembrava protetto da qualche forza che impediva alle onde o altri eventi naturali di scontrarsi su di esso. Le onde indietreggiavano, la pioggia deviava, i lampi tornavano in cielo, ma il nostro simpatico eroe era riuscito a entrarvi.

Dopo un'altra lunga attesa però, finalmente una luce apparve al centro di quel luogo.

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E poco dopo apparve qualcuno.

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"Ciao chi sei? Io passavo di qua un attimo che devo andare a fare la spesa per domani, ciao cosino giallo!"


Quell'essere probabilmente non era la persona attesa, ma svegliò la Scolopendra dopo il lungo riposo per accogliere chi aspettava davvero.

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"We Noss, minchia ma potevi prendere na barca o che ne so per venire qui."


Era il Prode Prodepon, morto ormai tipo 2 volte ma di nuovo in vita per l'ultima volta davvero, devoto a cercare di compiere l'unica cosa che sa fare. Noss gli saltò addosso abbracciandolo ma notò che c'era anche qualcun altro con lui.

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"Io sono il fuego, la pasión e la alegría de viver!"


E così anche la Raela Prima fece il suo ingresso trionfale.

Noss per un attimo era perplesso e pensava fosse l'Alucard sconfitta in passato, ma Prode lo rassicurò spiegando la situazione e che si trattava di una alleata trovata a Fanculo. Rael fece un inchino suadente e strinse una delle zampe di Noss. "Sì ecco scusaci se abbiamo fatto tardi amico di Prode, ma sto qua si era fermato ai discount e poverty mall ad ogni fermata, e sapessi che odori sgradevoli mi è toccato sopportare. Tutti quei postacci pieni di gorditas e mal vestidi, a momenti me sembrava quasi fossimo alla Discarica, ma per il momento quel luogo non è nelle nostre tappe." Noss aveva capito fino a un certo punto cosa Rael gli aveva detto ma annuì comunque. "Piacere mio Rael! Spero diventeremo super amici!" Rael lanciò in aria una rosa che deviò un lampo prima ancora che potesse essere distorto dalla barriera di quel posto. "El piacere è todo mios!" Però dopo questa introduzione galante e spettacolare Noss passò a chiedere cose a Prode. "Ehy senti, ma come mai il mondo ora è tutto ricoperto d'acqua?" E Prode rispose sorridendo. "Ma va la cuiun, è solo un oceano come tanti, mica il mondo è sommerso o che ne so. Guarda mi spiace che ho dovuto farti arrivare fin qui ma da Fanculo non era facile trovare un altro Sciacquone che ci collegasse al Bagno. Piuttosto com'è andata con Arzxcvsbsnt?" A risentire quel nome vennero i brividi a Noss per qualche motivo. Prode conosceva quella strana persona, se così possiamo definirla? Noss non sapeva nemmeno come ci era finito incatenato da lei, ma colse questa occasione per avere delucidazioni da Prode. "Eh boh me la son cavata, ma chi era quella tizia poi? Sai qualcosa di come son finito lì?" Prode però era confuso dalla reazione di Noss. "Mmhh, strano. Mi avevano assicurato che quella fosse na tipa a posto, non ti ha portato qui come da accordo?" Noss cominciava a intuire che c'era qualcosa di davvero strano e losco in questa faccenda. "Ma figurati mi son fatto tutto a nuoto, mica potevo ragionare con quella assassina!" Prode era sempre più confuso, mentre Rael si esercitava a centrare pesci con rose e brillantini. "Ora che voi muchachos ve siete ritrovati, anche io devo riunirmi con le mie discendenti, le Raele. Sono un popolo molto fiero e agguerrito, se si sono già imbarcate nel Viaggio Finale, dovrebbero essere da qualche parte nello spazio, o Bagno, come lo chiamano alcuni." Noss e Prode intanto sembrava avessero finito di raccontarsi barzellette e cose inutili, e Rael aveva catturato abbastanza pesci per pranzare insieme. "Dovremo farci bastare questi pesci per il resto del viaggio, a meno che non troveremo gustose bestie spaziali più tardi." Gli altri due erano già abbastanza affamati, ma si accontentarono di quel poco che c'era, ma erano curiosi riguardo le avventure nello spazio appena menzionate. "Quindi dovremo davvero andare così lontano per salvare Nipote e Wariuzzo?" Chiese Prode. "Quelli sono affari tuoi Prode, io prima di tutto devo pensare a raggiungere e aiutare o salvare le mie Raele, sono le mie uniche discendenti e non posso permettere che vengano annientate." Noss ricordava ancora il suo incontro con le Raele e il duello che ebbero con Prode in passato, e a causa di quello confidava che sarebbero state delle alleate preziose contro i pericoli ben più oscuri che li attendevano nel Viaggio Finale. "...Credo però che solo loro non siano abbastanza come alleate per sconfiggere il Male Assoluto di Nintendo... Probabilmente dovremo affidarci anche a lei, la Dea Vero..."

Prode ricordava ancora lei e quello che gli fece diverse avventure prima. "Beh se ci può aiutare contro quegli stronzi ammazza speranze mi va bene, ma poi voglio sfidarla per tutti gli abusi che ho subito da lei!!" Rael non aveva particolari motivi per andare contro di lei, ma se per qualche motivo non volesse aiutare lei e le Raele, avrebbe fatto il possibile per convincerla, ad ogni costo. "Tsk, dice di essere una Dea ma solo perché il Dio precedente Lee Boon si è sposato una macchina e sono andati a vivere in qualche pianeta remoto, sono certo che se dovesse arrivare il momento un'altra divinità prenderebbe il suo posto, keh heh hehehe." Prode e Noss però non stavano badando a queste ciance di Rael, e si chiedevano invece come potevano uscire da quel postazzo circondato dal mare. "Prode tu non hai trovato niente di utile mentre ero via? A Fanculo non c'era proprio niente?" Prode però era un ignurantun al riguardo, ma per fortuna una essere antica come Rael aveva la soluzione al riguardo. "Eh, mi spiace simpatico insettino, ma avremo bisogno del tuo vero potere, del demone Pendrascol per lasciare questo pianeta e avventurarci verso i limiti del creato conosciuto. Non temere, quando avremo finito di sfruttare la tua bestie demoniaca dell'infierno, potrai tornare ad essere te stesso." A Noss non piaceva questa idea, ma si fidava sia dei suoi super amici sia del fatto che Pendrascol al fine di difendere sé stesso avrebbe difeso anche Noss per forza di cose. "Eh vabbeh, sappiate però che l'unico modo di evocarlo è... Prendermi a botte..." Noss sapeva che non c'era altra scelta ma il dolore sarebbe svanito in fretta una volta che il demone avrebbe preso il sopravvento. Rael quindi caricò nel suo pugno una dose incredibile di brillantini, aromi esotici e un sinistro potere dall'aura colorata, che sferrò dritto verso il muso di Noss, il quale svenne poco prima dell'impatto dal terrore.

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"TADAH!"


Pendrascol era stato evocato nuovamente, e riconosceva i volti di Rael e Prode. "In genere anche se non sono sveglio comprendo vagamente i pensieri di Noss, quindi non perdiamo tempo, che devo dare una lezione a Vero anche io quando finiremo col resto." E così, Rael e Porde salirono in groppa alla Pendrascol poderosa e infuocata e volante, verso i confini dello spazio, e con molti ardui obiettivi da completare. Le Raele erano probabilmente a caccia di Nicola e Wariuzzo a causa delle vicende precedenti, ma non sanno ancora che questa loro missione le porterà a confrontare Nintendo stessa, e con loro l'oscurità più fitta. Oltre alle Raele e Nintendo però, vi erano anche altre fazioni all'opera, fra queste la Dea Vero stessa, e qualsiasi forza ignota risieda nel Rogo Incantato leggendario.


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Pianeta Divino, una volta noto a tutti col nome di "Tempun", ora residenza di Vero e i suoi servitori.


Dopo l'incontro col Gran Consigliere Fetor, o anche solo noto come vortice oscuro puzzolente, Vero era conscia che con la sua nuova posizione di potere, si era anche fatta molti nemici, e che nonostante i suoi poteri divini, alleanze dei suoi avversari avrebbero avuto la meglio su di lei, considerando come tutti i suoi servitori fossero solo dei semplici schiavi senza spina dorsale e con minime, patetiche doti combattive. Lei era rilassata al pensiero che poteva comunque contare su qualche compagno di battaglie forte e determinato, ma era anche conscia di quanto potenti fossero davvero certi demoni del suo passato.

Nel frattempo però, passeggiava nel suo castello facendosi fare favori e continuando a sperimentare i suoi devastanti attacchi sui malcapitati.

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"Devo attrezzarmi, non posso farmi cogliere impreparata dall'onda che si sta per abbattere."

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"Il mio compito è di governare, e non cadere in tentazione come fece quell'allocco di Lee."

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"Per questo so che fra poco dovrò agire, ma se Nintendo e i miei avversari si scontrano fra di loro prima, potrò sconfiggere il vincitore con molta meno difficolà."


Mentre Vero rimuginava sul piano d'azione da attuare nel futuro non troppo lontano, il Fetore di prima tornò ad asfissiarla, pareva che Fetor non conoscesse le buone maniere, e tante altre cose. "Ehhh, allora cara Vero? Ti va se giochiamo insieme? Sono molto forte ma vorrei divertirmi un po' con te, dai che-" Ma Vero si limitò a camminare oltre senza badarlo o degnarlo di uno sguardo. Fetor ci rimaneva sempre male ad essere trattato così, ma nel suo cuore sperava sempre di avere qualche speranza, nonostante il suo aspetto e qualità sgradevoli, o assenti del tutto per com'era ridotto ora a un mostro informe. "E-ehy ti sto parlando!" Disse cercando di tirarle i capelli, ma Vero schivò l'attacco e lo colpì con una gomitata delicata e affilata che lo stordì. "Non ti preoccupare, presto aprirai gli occhi anche tu!" Ma Vero gettò alcuni dei suoi servitori sul fastidioso essere oscuro e persino loro stavano avendo la meglio contro di lui. "Non temere... Non temere! Ehehe, è solo questione di tem--" Ma i servitori col loro gran numero soffocarono il Fetore che tornò da dove era provenuto. Dopo aver adempiuto a questo semplice e sporco compito, cercarono anche loro di avvicinarsi a Vero ma lei si limitò ad andare più veloce di loro, lasciandoli a strisciare dietro di lei.

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"Spero che Lo Zio torni presto, ho paura che le onde siano molto vicine."


Nel frattempo, l'eroe, la Raela do Brasiu e il demone continuavano il loro viaggio alla ricerca dei loro compagni, attraverso pianeti, stelle e qualche mostro cuiun di casuale.


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"Ehy quella è la Pista Arcobaleno! Magari non siamo così lontani!"


Atterrarono in quel posto tanto colorato quanto pericoloso, non sapendo che nell'avventura scorsa era stato consumato dal Wariuzzo per la costruzione della sua navicella trattore ARCOBALENO, ma per qualche motivo sembrava tornato in vita, seppur solo in piccola parte per il momento. Notarono però che in lontananza vi era una figura che sembrava stesse ricostruendo il luogo, assieme a una Raelina distesa a terra senza forze che sembrava stesse riposando.
Pendrascol era abbastanza stanco dopo aver volato fin lì, quindi si riposò un attimo, mentre gli altri due andarono incontro alle figure ignote. Rael però riconobbe subito una delle Raele distesa a terra, e chiese subito all'altra persona come stessero le cose. "Ehy tu viejo, che hai fatto alla mia discendente?!" L'anziana persona si voltò ma non sembrava avere cattive intenzioni. "Oh scusami, giovane fanciulla, io sono solo un semplice Vecio che si occupa di riparare questa preziosa pista, puoi chiamarmi anche Eremita Arcobaleno se preferisci. Questa giovane vagava nello spazio qui vicino mentre venivo qui, per cui l'ho recuperata, e ora aspetto il suo risveglio." Rael sembrava convinta, visto che lei stava solo riposando, e l'Eremita non sembrava avesse motivo di mentire. "Capisco, se non ti spiace penso che la prenderemo con noi, magari saprà darci indicazioni per le altre." Prode però non sembrava troppo preoccupato per una delle tante Raele affrontate in passato, piuttosto era incuriosito su chi fosse questo Eremita anziano. "Ehy, pensi che potresti venire anche tu con noi? Siamo na piccola mandria di sfigati con un demone, ma tu sembri avere tanta esperienza che potrebbe tornarci utile." L'Eremita smise momentaneamente di spargere la polvere colorata per la riparazione, e cercò di spiegare brevemente le sue intenzioni. "Mmhh, il mio compito mi proibirebbe di lasciare questo luogo fino al suo restauro, dopotutto questa pista un giorno verrà percorsa da altri come me, in corse con altri Veci che non avranno mai fine. Per cui temo che al momento dovrò continuare col mio dovere." Pendrascol però si rialzò dal suo breve riposo e si avvicinò possentemente al Vecio. "Mhpf, credo di averti già visto da qualche parte, tu o qualcuno di simile. Il fatto stesso che non sembri spaventato dal mio aspetto o dalla forza che emano mi lascia pensare che tu sia altrettanto potente, o solo ignaro di cosa sono capace. Se sei davvero così forte però, ti chiedo da umile demone, se davvero non puoi unirti al nostro viaggio, concedimi se è in tuo potere la forza che cerco. I miei poteri sono divampanti come le fiamme che mi ricoprono, ma sento che parte di me è ancora sopita, se dalla tua sapienza mi sapessi dire in cosa pecco ancora, illuminami." Dopo questa inusuale lunga richiesta giunta da un demone antico, Pendrascol si inchinò con le sue mille zampe al cospetto dell'Eremita Arcobaleno, in speranza di trovare la risposta a cui anelava. L'anziano però si voltò e continuò a spargere la polvere colorata per la ricostruzione. "Non temere giovane demone antico, non c'è nulla che io o nessun'altro possiamo donarti per aumentare la tua forza. L'unico metodo per aumentare la possenza del proprio essere è quella di ascendere a divinità, per il resto a parte miglioramenti marginali, ognuno di noi è destinato a convivere coi poteri concessi alla nascita." Pendrascol capiva che non sembravano esserci scorciatoie per ottenere il potere che riteneva necessario, ma l'anziano aggiunse qualcosa. "Il tuo caso sembra essere un po' diverso, come avrai notato il tuo risveglio avviene solo se l'altro tuo aspetto oltrepassa una certa soglia di dolore. Per cui, è possibile che avvenga lo stesso anche col tuo corpo, chi lo sa cosa accadrebbe se tu ricevessi un attacco così forte da provocare un dolore mai provato prima, così forte da scatenare una reazione mai avvenuta prima. Potresti risvegliare qualcosa sepolto ancora più a fondo in te, oppure reagire evaporando tutto ciò che ti circonda, o chi può saperlo, magari soffrire dolori indescrivibili soltanto ahahah." Mentre recitava queste vaghe parole, nel frattempo Rael e Prode stavano cercando di svegliare la Raela, e infine ci riuscirono. Era molto disorientata ma ricordava ancora i suoi ultimi istanti della lotta contro Wariuzzo e Nipote, ma per suo disappunto era ormai passato diverso tempo da allora.

Rael le spiegò la situazione, e le chiese se sapeva come trovare le altre. "Beh, sarò anche una Raelina come le altre, ma sono comunque speciale e unica con le mie compagne. Solo perché proveniamo da te non significa che ti dobbiamo qualcosa sai? E poi tu non eri forse scomparsa quando avevamo bisogno di te contro Vero qualche millennio fa? Le nostre antenate ci raccontarono di come dovemmo difenderci da sole contro quell'ambiziosina, mentre tu eri andata chissà dove!" Rael era dispiaciuta nel sentire questo, ma dopo un paio di sberle disse come stavano davvero le cose. "Ok sienti un po', io ero in prima linea contro Quella Lì, ho fatto il possibile ma pure col Potere Tropicale estremo non ho potuto contrastarla, c'era qualcosa di strano sicuramente, visto che al termine mi ha confinato a Fanculo fino a poco tempo fa! Mi spiace che il mio popolo abbia sofferto a causa sua, ma col demone di cui disponiamo ora, assieme alle mie forze e le vostre, possiamo porre fine a questo prima che il Viaggio termini!" La Raela non era sicurissima di potersi fidare di quello che aveva sentito, ma sembravano onesti nelle loro intenzioni, specie se potevano aiutarla a ritrovare le altre compagne. "Vabbuò Madre, se mi aiuti a riunirmi con le altre preparati a dire tutto questo anche a loro, ma non ti assicuro che ti crederanno." Rael annuì, determinata a trovarle sperando non avessero già affrontato qualcuno dei potenti avversari. Pendrascol stava rimuginando su quanto gli era stato detto, mentre Prode si chiedeva cosa poteva fare in mezzo a tutti quei compagni estremamente più potenti di lui. Ripresero il volo in groppa al demone, lasciando l'Arcobaleno alle spalle mentre l'Eremita continuava a ripararlo.

In questa seconda tappa però, il viaggio stava giungendo alla conclusione, il pericolo era vicino, e con le alleanze ormai formate, mancava poco al termine.


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"Arrenditi Falsa Dea Vero."


Mentre il demone vagava nella galassia però, sembra che Vero avesse ricevuto una visita inaspettata. "Credevi che ti avremmo lasciato in disparte per poi farci sconfiggere una volta indeboliti?" Uno strano essere si stava rivolgendo a Vero, nel suo stesso castello con tutti i servitori già sconfitti. "Potrai anche disporre di poteri divini, ma per quanto grandi, sono comunque limitati da chi te li ha conferiti." Vero sembrava tranquilla nonostante queste minacce, impugnando il suo tridente con fermezza. "Mi chiedo chi vi abbia aiutato a localizzare questo luogo. Altrimenti penso lo avreste fatto molto tempo fa." Il mostro provò ad attaccare Vero con diverse sfere oscure, ma per Vero queste erano più che gestibili. "Credevo che Nintendo fosse capace di saper localizzare da sola i luoghi da raggiungere, se avete avuto bisogno di aiuto esterno non sembrate più così pericolosi come sembrate."

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"Possa questa melodia riecheggiare in un futuro non distante"


Il mostro non aveva capito il significato di quel gesto, ma Vero lo rassicurò. "Una precauzione, non si sa mai. Piuttosto, hai un nome mostriciattolo? E potresti dirmi chi ha spifferato di questo posto proibito?" Il mostro non sembrava interessato a queste richieste, e continuò ad attaccare. "Non ha importanza, sono sceso qui per primo ma stanno arrivando tutti i componenti dell'esercito Nintendo, e tu da sola non potrai vincere." Vero non sembrava preoccupata nonostante queste minacce. "Ho preso le precauzioni necessarie." Continuò a deflettere gli attacchi del mostro, finché non sentii un Fetore avvicinarsi a lei. "... NO!" Realizzò cosa stava succedendo, ma in quei brevi momenti, sentii tutti i suoi poteri affievolirsi, e qualcosa l'aveva immobilizzata. "Come puoi vedere Vero, le nostre forze sono già all'opera per spodestarti. E il nostro sostenitore Fetor ci ha aiutato nell'invadere il tuo regno, ringrazialo per la morte che ti farà avere." Fetor stava infatti immobilizzando Vero, con la forza del suo maleodorante odore, e con viscidi tentacoli oscuri. "Se non posso averti, allora è meglio che tu non esista!" Vero stava cercando di fare il possibile in quelle condizioni, ma altre forze Nintendo stavano arrivando attorno a lei, e i suoi poteri si stavano affievolendo sempre di più. "Sappiamo qual è la fote della tua divinità, ed è solo questione di tempo prima che venga prosciugata."

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"Fetor, la dissoluzione eterna sarebbe una punizione troppo generosa per te."


Vero stava soffrendo molto, ma Fetor sembrava gioire alla sua sofferenza. "Beh ecco, se solo mi avessi dato quello che volevo ora non staresti così." Vero aveva ancora gran parte della sua forza, ma era incapace di sfoderarla in quelle condizioni. "Siete solo degli stolti, anche se sconfiggeste me verrebbe un nuovo Dio al mio posto, e se volete diventarne uno voi, qualcuno vi sconfiggerà così come state cercando di fare con me." Fetor stava stringendo la sua presa, mentre il mostro e le forze Nintendo continuavano a infierire sulla Dea. "La stolta sei tu, il nostro obiettivo è solo uno, eliminare ogni forma di speranza nel cuore degli esseri viventi. Vedi, ci cibiamo di essa, è fote di nutrimento. Non è privando della vita che sconfiggi un avversario, è riempiendolo di speranza e buoni sentimenti, per poi privarlo di essi, questo è il metodo più efficace per controllare altre forme di vita, e nutrirsi di esse. Se ci cibassimo di esse in uno stato naturale non sarebbero neanche lontanamente sufficienti a saziare i nostri appetiti cosmici. Vi mettiamo semplicemente all'ingrasso, alcuni più di altri, per poi cibarci di voi, o meglio, le vostre felicità, quando hanno raggiunto il periodo di maturità e sono più nutrienti." Vero non aveva ancora capito appieno il ragionamento. "Non mi sembrate molto furbi se andate subito contro la Dea di questo mondo." Ma le forze Nintendo sapevano benissimo di cosa stavano parlando. "Non capisci? Siamo stati noi a donarti di tali poteri, e così come te ne abbiamo fatto dono, ora te li rimuoviamo, nel metodo più drastico." Fetor sembrava felice sentendo queste parole. "E poi li daranno a me!" Nintendo non sembrava obiettare alla cosa. "Certo, Fetor diventerà il nuovo Dio dopo di te. E poi ci ciberemo anche di lui quando giungerà il momento." Fetor nonostante sentisse queste parole non sembrava toccato da esse. "Sarà bello finché durerà!" Vero era disgustata al suono di tutto questo, ma non sembrava potesse contrattaccare nella sua posizione attuale. "Il Dio è solo la porzione principale, ma è pieno di anime là fuori a cui abbiamo donato felicità in dosi minori, solo per rimuoverle e cibarci di esse in periodi ciclici. Non sei speciale, né tu né nessuno venuto prima e che verrà dopo di te, continueremo semplicemente ad esistere sfruttando la vita e felicità d'altri."

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"Non opporti ai tuoi benefattori."


Vero continuava ad essere strapazzata da queste forze superiori a lei, mentre pensava a quanto le era stato detto. "Ti unirai presto alla corsa anche tu Vero, assieme a tanti altri, ed invecchierai con essa priva di ogni volontà."


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In un altro angolo remoto della galassia nel frattempo.


"Le tracce delle Raele ci hanno portato fin qui, o così dice una di loro." La Raela annuì che quella era la loro destinazione finale. "Ognuna di noi era a conoscenza della meta, in modo che anche fossimo separate l'avremmo potuta raggiungere. Non so però cosa vi sia oltre quella soglia. Il nostro compito era indagare, e se necessario, sconfiggere la fote di un male antico che si stava risvegliando nel mondo recentemente." Pendrascol e Rael sembrava avessero capito a cosa si riferiva, mentre Porde ancora si chiedeva cosa ci stesse a fare lì dopo essere già morto diverse volte in passato. "Allora ci addentriamo verso questa meta ignota?" La Raela sembrava più che convinta, ma anche insicura. "Tutte noi avevamo rilevato una potente concentrazione di energia attorno a questa zona cosmica, ma non sembra esserci più niente del genere al momento. Potrebbe essersi spostata altrove oppure..." Prode intanto come un bravo cuiun si era gettato in quell'apertura spazio temporale. "Che cuiun." Dissero gli altri seguendolo verso l'ignoto.

Non attesero molto una volta entrati per affacciarsi verso qualcosa di davvero inaspettato.

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Erano tutti sconcertati e confusi, attenti e curiosi. Prode si avvicinò alla strana figura. "Il mio viaggio termina qui. Coraggio Arzxcvsbsnt, o meglio, Arzest, assorbiamo anche la loro fote di felicità." Gli altri indietreggiarono al suono di queste minacce, osservando come Prode sembrava amichevole con quell'altro strano essere. "Non c'è niente di male nel ridare ciò che vi è stato dato, dopotutto non era vostro in principio." Rael e Raela assunsero la loro posa da battaglia contro l'inaspettato nemico, mentre Pendrascol ancora cercava di capire se tutto ciò stesse accadendo davvero. "Tu... Cosa? E lei...?" Rael confidava nella sua forza, ma ignorava quella effettiva dei suoi nuovi avversari. "Lei è Arzest, una piccola parte dell'impero Nintendo, le abbiamo affidato un ruolo come ognuno di noi ne ha uno. Si doveva semplicemente limitare a guidare il demone lontano dal vostro pianeta di origine, cosicchè ora sia indifeso contro Nintendo. Abbiamo già eliminato anche Nicola e Wariuzzo, e ho provveduto ad allontanare anche te Rael. Non temete, vi ci abituerete." Eviterò commenti superflui, Prode. Ma ora dovrai prepararti alla nostra resistenza." Pendrascol cominciò a lottare divampando le fiamme del suo corpo contro Prode, mentre Rael si tuffò verso di lui col suo pugno più potente, affiancato anche dalla Raela e il suo arsenale. Prode e Arzest sembravano aver subito il colpo senza strani poteri respingenti, ma restavano ancora calmi. "Noi non siamo particolarmente forti in abilità o altri semplici fattori, la nostra forza deriva da quella che assorbiamo da altre forme di vita, ed è semplicemente energia vitale che prolunga la nostra esistenza, e credo che sia più che abbastanza per i nostri scopi esistenziali. Ah e Pendrascol, il tuo turno verrà dopo, ma per il momento è ora che Rael rinunci alla sua felicità." A queste parole Rael si trasformò nella sua forma più aggressiva e brutale, sferrando possenti fendenti e colpi al Prode nemico.

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"Se questo è il mio destino, lasciami almeno essere sconfitto con dignità."


Nonostante la forma possente e agguerrita di Rael però, i suoi avversari erano calmissimi. "Forse non hai compreso, non intendiamo ucciderti, tu continuerai la tua vita normalmente, sarai solo priva della tua felicità per sempre." Prode compii un semplice gesto con l'aiuto di Arzest, e deflettendo gli attacchi di Rael arrivarono fino a toccare il suo corpo. "Dì addio a ciò che ti rende felice." Prode con un delicato tocco in fronte fece crollare Rael di fronte a sé.

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"Voi sarete i prossimi."




Nel frattempo, nel palazzo di Vero.

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"Ti sei arresa allora Dea Falsa Vero?"

Altre forze Nintendo stavano avanzando per indebolire sempre più Vero, visti i poteri considerevoli ancora in suo possesso. "Sembri più furba degli altri Dei fantocci di cui abbiamo abusato in passato, ma con una resistenza così lieve, e con un traditore nei tuoi ranghi non hai molte speranze." Fetor continuava a trattenerla, ma a quel punto era solo un fastidio che una vera sofferenza. "Magari non ribalterà le sorti, ma l'aiuto che ho invocato potrebbe alterarle leggermente, e poi chi lo sa cosa potrebbe succedere." Mormorò Vero d fronte a Nintendo. "Certo, non ci aspettiamo di compiere azioni così pericolose senza qualche perdita dopotutto." Mentre Nintendo recitava queste parole infatti, sembrava che l'aiuto di Vero fosse finalmente arrivato. Una figura arcangelica, che però sparava bestemmie dal momento in cui era arrivato, con un sigaro in bocca e tante altre madonne che uscivano da essa. "Abbè chi so sti stronzi eh?" Vero quasi non riusciva più a parlare presa dalla morsa di Fetor, che alla vista dell'arrivo di quell'aiuto aveva cominciato a spaventarsi. "Z-zio..." Mormorò Vero a fatica. "Ho capito, cercherò di fare il possibile, ricordati solo di non guardare, Vero." Le forze Nintendo si scagliarono contro lo Zio, ma il suo obiettivo principale sembrava essere di liberare Vero dalla morsa puzzona e fastidiosa di Fetor. Scansò diversi attacchi Nintendo esclamando sempre delle madonne quando lo sfioravano, finché raggiunse il fetido Fetor. "Abbè pezzo di merda, ma torna a casa su va!" Con un pugno infuocato e fumante colpì in pieno il Fetore avvinghiato a Vero, che mollò la salda presa. Ora che Vero era finalmente libera, poteva di nuovo usufruire dei suoi devastanti attacchi e poteri, con cui colpì diversi esseri Nintendo, e respinse le loro forze per il momento.

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"Ebbasta rompermi il cazzo eddai."

Continuarono a combattere, mentre le forze Nintendo sembravano avanzare all'infinito, e mentre Fetor sembrava stesse riprendendo conoscenza dopo l'attacco devastante dello Zio.

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"Sono davvero troppi, per quanto possiamo resistere ancora?"

Le ondate di nemici erano davvero troppo numerose, per cui Vero escogitò un piano con lo Zio. "Possiamo scappare da qui almeno, cercando di guadagnare distanza e cercare qualche alleato altrove. Il confine dell'universo è l'unico punto dove percepisco ancora della felicità in grandi dosi, sembra che il pianeta di origine sia già sotto attacchi pesanti da Nintendo." Lo Zio si fidava della decisione di Vero, e ora che avevano creato abbastanza spazio per agire, sfruttando i poteri divini ancora presenti in Vero cercarono di raggiungere quel luogo ancora denso di energia Felice.





Riuscirono a raggiungere la loro destinazione senza problemi, ma ad aspettarli vi era una situazione diversa da come se la aspettavano

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"Io so chi sei, mi ricordo di te, ma sistemeremo i conti dopo questa minaccia assoluta"

Vero vide il corpo di Rael ancora immobile dopo l'attacco devastante di Prode che la aveva privata della sua felicità, e prima che si rialzasse priva di essa sarebbe passato altro tempo.

Vide anche Prode e Arzest che stavano lottando contro Pendrascol e l'altra Raela, ma Prode disse ad Arzest di badare a loro mentre lui si sarebbe occupato della nuova arrivata.

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"Beh i ruoli si sono capovolti rispetto al nostro primo incontro eh Vero?"

Prode era pieno di determinazione al contrario di Vero e gli altri che tremavano di terrore al pensiero di cosa li poteva attendere. "Non avete davvero altra scelta se non comportarvi così?" Disse Vero a Prode. "Si tratta solo di sopravvivenza. Questo mondo era deserto, dominato dall'infelicità e sofferenza, noi gli abbiamo semplicemente dato ciò di cui aveva bisogno per prosperare, e lo faremo ancora dopo di voi. Non capisco questo vostro attaccamento a ciò che non era mai vostro per principio, ne avete gioito per un periodo limitato, e per questo dovreste esserne grati, ora non volete forse ricambiare il favore a noi, e a chi verrà dopo di voi? Siete davvero egoisti se pensate il contrario." Ribatté Prode alle accuse di Vero. Sia lei che lo Zio però non sembravano capaci di trovare una risposta alle ragioni presentate da Prode, e Nintendo in generale. Nel frattempo Pendrascol stava affrontando di nuovo Arzest per la seconda volta, dopo il loro primo innocuo scontro la prima volta. La Raela intanto si era allontanata sfruttando il caos cercando tracce o segni o qualcosa delle sue compagne, ma ancora invano per il momento.

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"è dunque questo il nostro destino? Arrenderci di fronte a qualcosa più grande di noi?"

Prode avanzò verso di Vero. "Sì. Dopotutto non vi neghiamo l'esistenza, dovrete solo accettare che qualcuno benefici e assapori la felicità così come avete fatto anche voi."

Vero sembrava ormai rassegnatissima, nonostante lo Zio sembrava darle conforto respingendo l'avanzata pericolosa di Prode.

Mentre la rassegnazione regnava sovrana nei pensieri di Vero però, la determinazione a lottare per difendersi dalla sofferenza era ancora vigorosa nel demone Pendrascol. Nonostante le sue sembianze demoniache però, non sembrava avere chissà che vantaggio contro la gracile Arzest, la quale però si limitava a schivare le ondate incandescenti di Pendrascol. La lotta proseguì ancora per un po' di tempo, finché Arzest passò all'attacco, e con un semplice attacco scagliò delle uova acide negli occhi di Pendrascol, sciogliendogli gli occhi e rendendolo cieco per sempre. Urla di dolore seguirono a questo attacco devastante, e mentre Pendrascol si dimenava, Arzest cercava di avvicinarsi per calmare la bestia affinché Prode potesse assorbire tutta la sua felicità in seguito. Il dolore era insopportabile, e fu allora che la profezia dell'Eremita Arcobaleno avvenne, quando il demone sarebbe stato afflitto da un dolore così atroce, il suo vero potere si sarebbe destato. Un urlo agghiacciante finale proveniente dal demone risuonò ovunque nel cosmo, quel suono sembrava un verso a tutti familiare, come un "TADAH!" di proporzioni immisurabili che si propagò in ogni particella conosciuta. Arzest realizzò che aveva fatto na strunzata, ma ormai era troppo tardi, Prode però d'un tratto di avvicinò a Pendrascol, e con un semplice tocco sfruttando quei suoi momenti di debolezza cominciò a estrapolare tutta la sua felicità.

Pendrascol però, riusciva ancora a muoversi e cercò di evitare quell'attacco fatale. Ormai era privo degli occhi e non poteva più usufruire della vista, ma giunse a una conclusione insolita. "Se io non posso vedere niente, allora nessuno potrà più vedere coi suoi occhi."
Così Pendrascol scatenò il suo attacco più devastante mai visto prima, con una fiammata finale spense ogni fote di luce ovunque, ogni stella, ogni supernova, ogni cosa. Non si sa se sarebbe stata una situazione permanente o momentanea, ma in quegli attimi disperati dove le loro vite legate alla Felicità erano in gioco, sperò che questo potesse ribaltare la situazione. Prode sembrava un po' preoccupato dall'accaduto. "Un mondo senza luce, non era mai accaduto prima ma troveremo un rimedio anche a questa situazione drastica. Per il momento, con oscurità o luce che sia, voi dovete comunque adempiere al vostro scopo."

Navigando nell'oscurità, Prode riuscì a rimuovere ogni fote di felicità dal possente demone, e a seguire anche quella della ormai inutile Dea Vero e dello Zio con lei. Prode ricordava dell'altra Raela che stava con loro, e che avevano perso di vista prima, e specialmente ora nelle tenebre oscure più fitte, ma pensò che in breve tempo sarebbero riusciti a catturare anche lei. "Beh, è stato più arduo del solito ma è ora di rinnovare tutto un'altra volta."


NO

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"Io sono Aruba, il provider, sovrano assoluto di questo dominio, e voi non potete fare il cazzo che volete, o almeno non senza una resistenza adeguata. Avete varcato ogni soglia, distrutto ogni fote di felicità e sconfitto ognuno avesse avuto il coraggio di affrontarvi, ora è giunto il momento che anche voi facciate lo stesso per dimostrare il vostro vero valore. Preparatevi ad affrontare l'ultima resistenza, il baluardo che porrà fine alle vostre perfidie:

IL ROGO INCANTATO

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Non causerete più sofferenze finché ci sono persone che sanno andare oltre anche i dolori più atroci inferti da voi stessi.

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#49 Utente offline   Cicciobello 

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Inviato 15 May 2016 - 22:44 PM

wow...ma ci hai messo 3 anni per scrivere tutta 'sta roba sontuosa? :O

Edit: ctrl+f niente POEoeta, niente sneffel :-(
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