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  1. Nella discussione:NDZ ~ La Rubrica Interessante

    17 July 2022 - 12:46 PM

    Immagine inserita
    L’Intervista Interessante n°5: Nicola


    Fuori lo stadio la folla è gremita: un capannello di giornalettisti e reporter di bassa lega si affolla attorno a un misterioso individuo che si dà a una fuga repentina, e non visto si infila in un vicolo seminando i suoi inseguitori. Lo raggiungiamo.

    N: Buonasera Mr. Torre, sono Nonno della Rubrica Interessante e la contatto per raccogliere delle opinioni a caldo sul girone del torneo appena conclusosi.
    Per prima cosa mi permetta di stringerle la mano, nonostante il risultato lei resta indubbiamente un campione del party, e le sue Nicola-play riecheggeranno nell’eternità.
    È un peccato però non averla vista in azione in tal senso: non ha avuto spazio di manovra per le sue fantastiche giocate? O preferisce che restino una prerogativa delle partite amichevoli, assumendo nelle competizioni uno stile più aggressivo?


    Mr. Nicola si volta di scatto, le pupille feline si stringono quando posa i suoi occhi sulla targhetta “PRESS” e inizia a soffiare. Riconoscendo il suo intervistatore si ricompone e inizia a parlare cripticamente.

    “Salve, vorrei dire solo una cosa: i miei avversari hanno pensato di usare le mie strategie su di me prima che potessi essere io a farlo. Non sanno che li attende una vendetta quanto mai inaspettata… (ridacchia)”


    N: Così ci incuriosisce e ci ingolosisce mr. Torre, può dirci di più? La vendetta avverrà sempre sui tabelloni del party o attirerà le sue prede sulle piste automobilistiche? Le ruote del suo kart reclamano sangue?

    Gli occhi sono fissi su di noi mentre parla, uno strano bagliore balugina nel suo riflesso.

    “Le dico solo che la mia vendetta vedrà molti ragazzi cadere.”


    N: Lei non si sbottona per nulla mr. Torre, sta forse pensando di intraprendere una terza carriera nelle competizioni dei Fall Guys? Ci dica, il suo agente non è qui ora e può parlare liberamente…

    “Vorrei assumerla come mio agente per portare a compimento la mia vendetta, dottor Nonno.”

    N: La ringrazio mr. Torre, ma i miei ideali sono quanto più puri possibili, oltre ad avere già un lavoro appagante e ben retribuito come caporedattore. La ringraziamo comunque per il suo tempo e le auguriamo una buona serata e serena continuazione di lavoro.
    (Vediamoci in quel vicolo tra 10 minuti, non portare il gatto, lui sa troppe cose e non voglio testimoni)

    “Daje.”

    Mr. Torre si ritira nelle tenebre a cui appartiene, svanendo alla vista. Sembra di sentire l’eco di una familiare sghignazzata.


    Immagine inserita
    L’Intervista Interessante n°6: Isos


    Mr. Isos accetta di incontrarci a pranzo in un celebre ristorante stellato di cui è habitué. Ci accomodiamo a un tavolino esterno.

    N: Buongiorno Mr. Isos, sono Nonno della Rubrica Interessante e la contatto per raccogliere delle opinioni a caldo sul girone del torneo appena conclusosi.
    Come prima cosa, ci sentiamo in dovere di farle i complimenti da parte di tutta la redazione: nonostante fosse il suo esordio in competitivo si è difeso più che bene, riuscendo a strappare il terzo posto a mr. Nicola, avversario temutissimo col 50% di win rate. Si sente soddisfatto di questo primo risultato? L’ha invogliato a proseguire nel suo percorso di atleta partystico? Come le sono parsi gli altri partecipanti?


    L’elegante mr. Isos sembra assorto nello studio della carta degli antipasti, ma in realtà non perde una sola parola della nostra intervista. Con un gesto di classe mette da parte il menù, per poi rispondere alle nostre domande con un brillante sorriso.

    “Buongiorno Nonno, grazie mille! In effetti sono molto soddisfatto della partita di ieri: ha ingranato piano, ma presto ha preso il volo verso una divertente e agguerrita competizione. La mia performance, seppur sporcata da qualche scivolone, è stata in effetti migliore di quella che mi aspettavo. Sicuramente ha pesato su di me un certo nervosismo e l'inesperienza, ma anche una fortuna che non mi è sempre venuta a baciare! Ma lo sappiamo, queste sono le regole di Mario Party e sarò felice di poter fare meglio in altri tornei, se ce ne sarà l'occasione. I miei avversari erano sicuramente temibili e, mentre già avevo avuto modo di conoscere MCT e DarkRoy, di Ege mi erano giunti solo inquietanti racconti... Alla fine però mi sono trovato bene con loro e non mi sono neanche sentito troppo l'ultima ruota del carro, e già per me questa è una conquista. Nel frattempo, posso solo augurare al mio gruppo un grande in bocca al lupo per la finale, considerato la minacciosità degli altri due agonisti!”


    N: Giusto, giusto. Possiamo dire che qualche banale errore come quello del frutto dell’albero è perdonato a un esordiente alla sua prima competizione ufficiale, con l’occhio del pubblico e della critica puntato ad ogni minima mossa. Il suo commento su mr. Egeyo ci porta a rianalizzare la partita a Pokey Pummel: anche se non celebri come le doti del suo collega, all’interno dei salotti partystici si è fatto un gran chiacchierare anche delle sue doti di mashing, tanto che un testa a testa tra lei e il vincitore era molto anticipato per stabilire una volta per tutte chi fosse il dito più veloce. Sappiamo bene come è andata a finire, con un mr. Nicola che ribalta ogni pronostico, ma il pubblico non è sazio. Potremmo assistere in un prossimo futuro, magari in un’amichevole, a un altro scontro diretto per decretare il re dei masher? Al di là di questo specifico caso, ha in programma qualche tipo di allenamento intensivo in vista di un prossimo torneo? Ha già individuato una figura che le possa fare da mentore e guida?

    Mr. Isos ascolta con attenzione e interesse, ma prima di riprendere a parlare fa un cenno a un cameriere, che annuisce.

    “Ero già a conoscenza delle doti di Nicola come mashatore e in generale di giocatore, avendolo già visto all'opera negli anni, ma non mi aspettavo di certo uno scarto così ampio in quel minigioco. Sicuramente è l'ora di rimboccarmi le maniche e rispolverare un po' la mia tecnica. Un testa a testa con loro? Perché no! Intanto però mi dovrò dedicare ad approfondire le meccaniche dei tabelloni: su un totale di 5, ne ho provati sino a ora solo 2 e sono inoltre vergine di numerosi minigiochi. E di mentori per ora non ne ho, se non gli errori che io stesso commetto; del resto... non credo ci sia miglior modo per imparare se non sbattendo la testa sulle cose!”


    N: Bellissimo, bellissimo, una vera e propria ispirazione. Le nostre fonti ci danno notizia che lei è già in cerca di componenti per delle partite amichevoli, a riprova di come sia impaziente di rimettersi in gioco. Parlando di studi e strategie, c’è stato un momento interessante verso la fine della partita, un 3 vs 1 giocato ai rigori che vedeva mr. Egeyo in porta: sabotare la vittoria della squadra in quel frangente avrebbe significato l’impossibilità per mr. MCT di adoperare la sua temuta (e agognata) Boo Bell. Si è trattato di una svista o in quel momento l’unico obiettivo era fermare l’avanzata implacabile di mr. Ege?

    Mr. Isos si schiude nuovamente in un affascinante sorriso, mentre con mosse elegantemente studiate sistema le maniche e il bavero della giacca.

    “Ma sa, Nonno, a quel punto della partita ormai non pensavo più tanto alla vittoria: dopo aver perso l'opportunità di prendere la mia terza stella rollando quel fatidico e demoralizzante 2, sapevo che non avrei avuto alcuna possibilità al di fuori di qualche colpo di fortuna inverecondo con il categnaccio o le stelle bonus. In chat vocale era anche balenata la possibilità di pilotare il risultato di quel minigioco, ma poi ognuno ha giocato in maniera sportiva e la partita ha fatto il suo naturale decorso.
    A posteriori, però, probabilmente non farei lo stesso: ingenuamente pensavo che MCT avrebbe rubato la stella ad Egeyo e invece a rimetterci è stato il povero Nicola, che è piombato quindi in quarta posizione. Ed è sicuramente qui che ho imparato l'ennesima lezione da quella partita: sotto la sua patina confettosa, Mario Party nasconde il seme della più crudele spietatezza.”


    N: Affascinante, affascinante. È comunque bello vedere che lei gioca ancora in maniera onesta e non si è lasciato corrompere dal lato oscuro del party, come tutti gli altri imbroglioni e piantagrane che solitamente popolano questi tabelloni. La ringraziamo per il suo tempo mr. Isos, c’è altro che vuole aggiungere? Salutare qualcuno?

    “La ringrazio Nonno per averlo chiesto, in effetti volevo annunciare che con le monete guadagnate nella scorsa partita, aprirò una fondazione per la protezione e la salvaguardia della pizza bassa romana, la più vilipesa e bistrattata tra le nostre eccellenze italiane. Un atto di amore doveroso verso il mio territorio e la cultura culinaria della capitale. Saluti ovviamente a tutti i miei fan, ovvero il cagnolino Jack, e una carezza speciale a chi mi odia. Grazie mille!”

    Come per incanto, al proferire di queste parole, il cameriere serve a mr. Isos una inconfondibile pizza bassa romana con impeccabile tempismo. Il sole splende alto e gli uccellini cinguettano, mentre mr. Isos, riparato dall’ombra, inizia ad assaporare il suo amato trademark food.


    N: Apprezziamo sempre l’impegno per la salvaguardia di qualsiasi specialità culinaria, mr. Isos. La ringraziamo per il suo tempo e le auguriamo una buona serata e serena continuazione di lavoro. E ora, se permette…

    Lo stesso cameriere ci serve una inconfondibile pizza casertana, col cornicione gonfio ma alveolato, un impasto squisitamente leggero. Mettendo da parte taccuino e registratore, mi unisco a mr. Isos nella gioia del convivio.

    Immagine inserita
    L’Intervista Interessante n°7: MCT


    Il dottor MCT ci riceve nel suo laboratorio sotterraneo poco fuori città.

    N: Buonasera dottor MCT, sono Nonno della Rubrica Interessante e la contatto per raccogliere delle opinioni a caldo sul girone del torneo appena conclusosi.
    Mi lasci dire, dottor MCT, che nessuno in redazione aveva dubbi in merito al suo passaggio nel girone, e che al suo rimontone finale lo stadio tremava per le urla dei suoi tifosi, a riprova di come la leggenda delle tre Triforze del Party è ancora viva e ardente.
    E a tal proposito lei è l’unico membro della Triforza che è giunto in finale: si sente sotto pressione a dover portare alta la bandiera dei veterani del party? È sorpreso dalla mancata qualificazione di mr. Suora? C’è qualcosa che vuole dire a lui e al terzo membro e nostro collega, mr. Rael?


    Il dottor MCT è immerso nei suoi studi e nei suoi calcoli, mentre ci risponde non smette di controllare i monitor e di appuntare numeri.

    “Buonasera, Mr. Nonno. Erano proprio le grida dei tifosi che sentivo mentre stringevo forte quella Boo Bell, l'ultima speranza di rivalsa.
    La pressione è tanta ma so che i miei compagni vigilano dall'alto.
    La mancata qualificazione di Suora è sintomo di una scena in costante evoluzione, che costringerà anche i veterani ad imparare qualche trucco dalle nuove leve.
    È così che sono riuscito a qualificarmi, adottando la tecnica della "Nicola Play" contro il suo stesso inventore, per far sì che la partita la potessimo vincere solo in due.”


    N: Ovvio, ovvio. Non abbiamo potuto fare a meno di notare come l’ironia del karma abbia colpito mr. Nicola proprio durante questo grande evento, con delle sapienti manovre ben studiate. Il suo collega è stato visto in stato confusionale a vesti stracciate mentre gridava vendetta, ma sappiamo che tali trivialità non la impensieriscono.
    Negli anni lei si è guadagnato la fama del calcolatore all’interno dell’ambiente partystico, e non solo grazie alle sue statistiche e percentuali: lo stall della Boo Bell è un altro esempio lampante. La ritiene una fama fondata o pensa che le voci siano esagerate? Il furto con la campana sul filo delle monete è stato caso e fortuna, o sicurezza e previsione?


    Rispondendo alle domande, il dottor MCT armeggia con un telecomando: diversi schermi si calano dal soffitto, trasmettendo registrazioni e replay della partita. Numerose percentuali, aggiunte postume, fanno capolino su tutti i monitor, apparendo e scomparendo in rapida successione.

    “È vero, ho la fama del giocatore che sceglie sempre l'opzione statisticamente più favorevole, ma in questo caso ho dovuto mettere in atto in piano a lungo termine molto rischioso. Diversi imprevisti mi hanno costretto a stallare la prima stella per poi essere costretto ad abbandonarla completamente, così quando a metà partita mi sono ritrovato ultimo ma con la Boo Bell ancora in tasca, ho deciso di tentare il tutto per tutto e sfruttarla nel late game per scavalcare il giocatore in seconda posizione.
    Ovviamente questo ha comportato due grossi rischi, il primo ovviamente il Plunder Chest, e per secondo la giocata molto greedy di comprare il tubo, se gli altri avessero deciso di sabotarmi nell'ultimo minigioco sarei rimasto con un pugno di mosche in mano.
    Facevo anche affidamento sul bonus degli ultimi 5 turni per il giocatore in svantaggio, anche se non è stato rilevante, ma rientrava comunque nei miei calcoli.
    Quindi fortuna? Decisamente. Sicurezza? In parte. Previsione? Totale.”


    N: Capisco, capisco, una giocata magistrale che ha lasciato galvanizzati noi della stampa oltre che il pubblico, e le rinnovo il mio plauso. La Boo Bell conservata sapientemente per tutti quei turni è senza dubbio il suo simbolo per questa partita. Ma parlando di Boo, non possiamo ignorare un altro momento saliente di questo match: nonostante avesse abbastanza monete per commissionare il furto di una stella, ha optato per un semplice furto di contante. Cosa l’ha trattenuta dal portarsi in vantaggio prima del tempo?

    Un monitor ancora più grande, incassato alla parete, si accende: con l’ausilio di grafici viene tracciata un’ipotesi dei risultati previsti dalla partita se fosse cambiata la variabile in questione.

    “Sapevo che quella mossa avrebbe dato molto di cui parlare al pubblico, diciamo che in quel momento la partita era ancora in fase iniziale (turno 7 se non mi sbaglio) e avevo timore che rubare l'unica stella in possesso ad un giocatore in quel momento mi avrebbe messo un grosso bersaglio sulla testa.
    Sono stato involontariamente premiato per questa scelta dato che il futuro Chance Time di Egeyo mi avrebbe comunque costretto a darla a Nicola.
    E anche se non fosse accaduto, probabilmente Egeyo, che aveva anche lui un bel po' di monete, avrebbe cercato di riprendersela.”


    N: Certo, certo, anche questa una mossa ben studiata. La ringraziamo per il suo tempo dottor MCT, c’è altro che vuole aggiungere? Salutare qualcuno?

    “Dedico questa qualificazione a Rael, e ricordo a Nicola che il suo errore è stato essere secondo e non primo, altrimenti avrei rubato ad Ege. (risata beffarda)”

    N: Lo smacco finale che tutti aspettavamo. La ringraziamo ancora e le auguriamo una buona serata e serena continuazione di lavoro.

    Immagine inserita
    L’Intervista Interessante n°8: Egeyo


    Raggiungiamo mr. Egeyo nella sua villa di campagna. Il giardino, immerso in una vegetazione lussureggiante ma studiata, è popolato da numerosi esemplari di pavoni. Troviamo l’atleta mentre si rilassa a bordo della sua monumentale piscina. Si sente lontana una rilassante musica di violini.

    N: Buonasera Mr. Egeyo, sono Nonno della Rubrica Interessante e la contatto per raccogliere delle opinioni a caldo sul girone del torneo appena conclusosi.
    Beh, non posso tacere del fatto che sia stata una partita da manuale mr. Ege: il tabellone sotto controllo, a suo agio nei minigiochi, un sapiente uso di oggetti… grazie alla sua performance, in redazione potremo permetterci uno yatch grazie alle scommesse vinte. Può dirci cosa si prova a conquistare il gradino più alto del podio? Vede fattibile un margine di miglioramento in vista della gran finale?


    Mr. Egeyo sembra dapprima infastidito dall’interruzione forzata del suo momento di quiete, ma mentre parla ben presto il suo animo si infiamma.

    “Buonasera Nonno, il tabellone delle talpe sta davvero salendo in alto nella classifica dei miei preferiti, mi sembra ci sia davvero molta strategia da mettere in atto. Ero inizialmente un po' frustrato per i tiri scarsi con il dado ma una volta presa la prima stella mi sono sentito in cima alla partita, per una volta non sono rimasto al quarto posto da subito! Girare il bivio per bloccare DK nel sapore della mappa mi ha dato molto piacere. Anche aspettare che la stella fosse in un punto favorevole ha ripagato siccome diventa difficile navigare la mappa ma con la stella davanti al boo mi sentivo proprio la vittoria in tasca. Sono amareggiato per il mio misero terzo posto a Pokey Pummel.... un'onta rimarchevole.”

    Il suo sguardo tradisce un velo di tristezza mentre fissa l’orizzonte. Seguendo la scia dei suoi occhi notiamo come, dall’altra parte del giardino, sia allestita un’aiuola con altissimi cacti, e un set di grossi martelli giaccia in un angolo. Ma è soltanto un attimo, poi riprende a parlare con rinnovato vigore.

    “Sono molto contento del risultato e mi sono dato parecchio da fare per riuscire ad avanzare mentre mettevo i bastoni tra le ruote agli altri e sono felice abbia ripagato.
    In vista della gran finale dovrò far pratica di mashing... al di là del bottino conquistato con i battle games non ho ingranato molti minigiochi, approfitterò dell'assenza di Knight Solaire per fare minigames a manetta.”


    N: Naturalmente, naturalmente. Negli ambienti partystici che contano girava la notizia della sua euforia per la scelta del terreno di gioco, c’è soltanto da fare i complimenti agli organizzatori per un lavoro così ben svolto, che ha dato a ognuno la possibilità di brillare al meglio come atleti. Il terzo posto nella sua specialità, il mashing, è l’unico neo che va a sbavare una partita altrimenti immacolata, ma può consolarsi con la vincita del Premio Bonus: Tenerissima Talpa, come ulteriore riprova di quanto ormai il bosco sia il suo regno. Ci sembra di capire che, conoscendo bene mr. MCT, sia lui quello che più teme: cosa ne pensa degli altri finalisti? Chi crede che possa avere più chances di vittoria? Voci di corridoio dicono che lei stia studiando e analizzando tutte le registrazioni delle partite dei suoi rivali per individuare i loro punti deboli, è vero?

    Consegniamo il trofeo a mr. Egeyo, che deliziato provvede a trovare il posto perfetto nel suo giardino: un solerte maggiordomo appare per posizionare la scultura dorata della talpa su un piedistallo al centro di una immensa fontana.

    “In realtà pensando agli altri finalisti per me il favorito e quello più temibile è Dakimeon, che tra tutti i partecipanti alla finale è quello con più ore di gioco ed esperienza nei minigames... non sarà facile riuscire a inanellare qualche vittoria. Si tratta anche della persona con cui ho giocato in assoluto di meno quindi non so bene cosa aspettarmi. Paradossalmente siccome conosco molto meglio MCT e il modo in cui gioca sono meno preoccupato delle sue capacità analitiche, che se tenute in considerazione possono rendere il suo gameplay più lineare e prevedibile. Ness per me è la vera wild card, siccome non ho uno schema mentale del modo in cui gioca né una stima adeguata delle sue capacità. Con così tante variabili è difficile immaginare cosa aspettarsi....
    Più che analizzare i punti deboli altrui sto cercando di prepararmi al meglio per sistemare i miei, con un sapiente allenamento ai minigames che potrebbe assottigliare il vantaggio di esperienza tra me e Dakimeon e allo stesso tempo permettermi di arrivare più in alto di Ness e MCT. Anche se mi ero concentrato al massimo riguardare il video della semifinale mi ha aiutato a individuare alcuni passi falsi che nella finale non potrei assolutamente permettermi e spero di arrivare più preparato a quest'ultimo importante match!”


    N: Benissimo, benissimo. La ringraziamo per il suo tempo mr. Ege, c’è altro che vuole aggiungere? Salutare qualcuno? Dedicare un brindisi?

    “Beh potrei fare un pronostico per la finale:
    1: Dakimeon
    2: MCT
    3: Ness
    4: io (una singola lacrima riga il suo viso)”


    N: Non si abbatta, mr. Egeyo, tutta la redazione farà il tifo per lei. È una frase che diciamo a tutti, ma nel suo caso la intendiamo davvero. La ringraziamo ancora e le auguriamo una buona serata e serena continuazione di lavoro.

    Mr. Egeyo ci congeda con un sorriso, distendendosi nuovamente sulla sua sdraio a bordo piscina. Il maggiordomo gli mostra una bottiglia della sua cantina personale, che provvede a versare seduta stante.

    Continua…
  2. Nella discussione:NDZ ~ La Rubrica Interessante

    04 July 2022 - 23:41 PM

    NDZ ~ La Rubrica Interessante
    Riveduta & Incorretta
    Numero 2


    Mario Party Summer Jam: sfiga e premi sotto al sole


    Immagine inserita


    Ah, l’estate! Quel fantastico periodo fatto di giornate al mare, serate tra i locali, amori fugaci.
    Se hai 16 anni.
    Ma effettivamente Rael ha 16 anni, perciò non ci stupisce la sua ennesima idea partorita dalla sua mente vulcanica: un mega-torneone globale combattuto con le unghie e con i denti sul Mario Party Superstar, da ben 8 giocatori. Numeri da far girare la testa.
    Il primo girone, giocato la sera del 30 giugno, ha visto scontrarsi i primi 4 superstar-wannabe: Ness, Dakimeon, Godot e Suora. Noi della Rubrica Interessante, come sempre sul pezzo, li abbiamo intervistati per voi al finire della competizione, e siamo più che lieti di riportare sulle nostre pagine le loro dichiarazioni per intero, senza tagli o censure. Ma basta preamboli: senza ulteriori indugi cedo la parola ai vincitori (yay!) e agli sconfitti (buu!) di questo primo girone.

    Immagine inserita
    L’Intervista Interessante n°1: Suor Genoveffa


    N.: Buonasera Mr. S. Genoveffa, sono Nonno della Rubrica Interessante e la contatto per raccogliere delle opinioni a caldo sul girone del torneo appena conclusosi.
    Per prima cosa mi lasci dire che a dispetto del risultato si è difeso egregiamente per tutta la partita, e che in redazione abbiamo perso una consistente somma in seguito a una predict rivelatasi imprecisa: questo però a riprova di come tenessimo in gran considerazione le sue capacità partystiche.
    Aveva preventivato questo risultato? È stato sorpreso dalle qualificazioni del girone? Sente che c’era qualche occasione che avrebbe potuto sfruttare diversamente?


    Mr. Genoveffa è a un tavolo all’angolo del bar, il posacenere davanti a lui è ricolmo, numerose bottiglie di liquore e tazze di caffè giacciono invece vuote tra me e lui. Mi guarda, con profonde occhiaie e i capelli scarmigliati, poi inizia a parlare.

    “Penso che sia stata la peggior partita della mia vita, lei si immagini tirare dal 4 in giù per metà partita e poi non vincere neanche la stella dei meno passi, la vince un Godot qualunque. Una descrizione appropriata del mio stato d'animo, della mia voglia di vivere e dello strategismo sentimentale che ci tormenta ed ha enormemente rallentato il cammino della civiltà. Le qualificazioni dei gironi mi hanno sorpreso perché non ne faccio parte, a riprova del fatto che in Mario Party Superstars non viene premiato l'impegno, la dedizione, la passione e soprattutto LA SKILL.”

    Un violento pugno sul tavolo fa tintinnare tazze e bottiglie sul tavolo, ma è solo un attimo: mr. Genoveffa si ricompone, accendendosi quella che quasi certamente non è l’ultima sigaretta della serata.

    “L'unico rimpianto che ho è non essermi ributtato nel loop del Boo per la quindicesima volta, mossa che sicuramente mi avrebbe dato un vantaggio strategico sugli altri giocatori visti i miei tiri abissali. Ah, e non aver rubato la stella a Dakimeon anziché a Ness, chi l'avrebbe mai detto che difettare di " fattore N(icola)" sarebbe stata la mia grande disfatta.”

    Trangugia l’ultimo sorso di caffè e spegne la sigaretta ridotta a mozzicone in un angolo del posacenere, come a sottolineare che per lui l’intervista è finita.

    “Un caloroso augurio ai superstiti del mio girone.”


    N.: Ovvio, ovvio, comprendiamo perfettamente i suoi sentimenti, e ci sentiamo di aggiungere che tutto ciò non è affatto bellissimo. Può almeno consolarsi della vincita del Premio Bonus: Nemico delle Guardie, una medaglia al valore per non essere sottostato alle becere estorsioni dei corrotti Snifit, a differenza di “qualcuno”, suo rivale diretto nel girone che ha tratto anche beneficio dalle bustarelle con metodiche poche limpide.
    Si vocifera già di una seconda edizione del torneo in un futuro più o meno prossimo, potremo contare sulla sua partecipazione e sulla sua esibizione di vera skill? O la cocente sconfitta porterà a un ritiro dalle scene partystiche?


    Mr. Genoveffa guarda distrattamente la sua targhetta premio, lo sguardo annoiato di chi avrebbe voluto vincere ben altro riconoscimento. Sembra stia riflettendo sulla domanda, ma la sua risposta arriva sicura.

    “Parteciperò a future edizioni, se non altro per masochismo tenere il livello della competizione sopra la crosta terrestre.”


    N.: Giusto, giusto. Attenderemo con impazienza di rivedere le sue esibizioni, auspicando un risultato ben diverso. La ringraziamo per il suo tempo mr. Genoveffa, c’è altro che vuole aggiungere? Salutare qualcuno? Lanciare macumbe?

    “Per lanciare macumbe attenderò i risultati della pool B, nel frattempo saluto Nicola e gli auguro di passare la pool, onde dare un po' di spettacolo nella finalissima.”

    N.: Una prospettiva che ci sentiamo di condividere. La ringraziamo ancora e le auguriamo una buona serata e serena continuazione di lavoro.

    Mr. Genoveffa annuisce, mentre estrae dal pacchetto un’altra sigaretta. Quando ci allontaniamo, lo sentiamo ordinare alla cameriera un’altra bottiglia di scotch.

    Immagine inserita
    L’Intervista Interessante n°2: Godot


    Raggiungiamo mr. Godot nella sua casa in un sobborgo residenziale della città, lo troviamo nel cortile sul retro intento ad armeggiare con alcuni strumenti.

    N.: Salve Mr. Godot, sono Nonno della Rubrica Interessante e la contatto per raccogliere delle opinioni a caldo sul girone del torneo appena conclusosi.
    Per prima cosa, noi della redazione ci sentiamo di farle i nostri complimenti. Lei era indubbiamente l’outsider, ma si è difeso benissimo più di una volta, riuscendo addirittura a soffiare il terzo posto a un favorito come Mr. Suora. A conti fatti, si sente soddisfatto del risultato raggiunto?


    Mr. Godot si volta, accendino in una mano e tanica di benzina nell’altra, il viso coperto di fuliggine, lo sguardo spiritato. Dietro di lui in un bidone, qualcosa brucia.

    “Mi sento così soddisfatto che ho dato fuoco alla cartuccia. Mi sono divertito tantissimo e sono felice che abbia vinto Ness. Devo assolutamente esercitarmi con i minigame, che sono una delle mie più grosse lacune, soprattutto quando c'è da MASHARE. Avrei voluto essere nella top 2 ovviamente, ma almeno è stata una partita sudata dove fino all'ultimo poteva vincere chiunque. Dispiace per Suora.”


    N.: Certo, certo, ma spenga quel fuoco la prego, le temperature sono già eccessivamente roventi. Non neghiamo di averla vista arrancare nelle fasi di mashing, in particolare durante i fin troppo numerosi furti dei Boo. Crede di essere stato vittima di una Nicola-play congiunta? Ha riportato danni al tunnel carpale in seguito al mashing derivato da tre furti in stretta successione? La prognosi medica le ha suggerito un periodo di riposo articolare?

    “In realtà nei Boo ho fatto la barra al massimo entrambe le volte e quando ho visto quelle cifre volevo spegnere il modem. In altre partite con solo un segmento o tre mi hanno tolto molto meno. Però no, alla fine è stata una somma di sfiga con i Boo e pessime scelte alla fine. Il dottore mi ha detto di andarmi a seppellire che forse è meglio.”

    Mr. Godot ci mostra la sua cartella clinica, dove effettivamente è riportata la dicitura “vatti a seppellire che forse è meglio”. Poi butta nel fuoco anche questa.


    N.: Capisco, capisco, spegnere il modem è una delle classiche tattiche partystiche messa a punto dal presidente Warez, questo denota una grande conoscenza e studio della storia del Mario Party. Noi della redazione sentiamo di essere meno drastici rispetto al consiglio medico, dopotutto non è nulla che non si possa curare grazie all’aiuto di farmaci specifici e selezionati.
    Un altro momento degno di nota è stato l’imprevedibile atto di snobismo verso il Boo finale, che l’ha portata poi in dirittura d’arrivo verso un’altra stella, con molta sorpresa del pubblico. È vero, non è riuscito ad impossessarsene, ma è altrettanto vero quello che ha annunciato ai microfoni a competizione conclusa? Era stanco di visitare quella zona, o siamo testimoni della nascita di un nuovo genio delle predict, capace di avvertire l’imminente comparsa di stelle sui tabelloni?


    Mr. Godot assume un atteggiamento misterioso, come a non voler scoprire troppo e troppo in fretta le sue carte.

    “Misto, sinceramente. Ero stanco di andare di là e speravo che comparisse la stella vicino a me, visto che Ness era ormai lì a prendere quella vicino al Boo. Certo con il Boo avrei avuto una stella sicura invece di rischiare... ma la vita è bella perché non sai mai come finirà (una merda). Avrei potuto pure dare il fungo velenoso a Dakimeon, ma mi ero già accanito con lui e non volevo infastidire Ness, che comunque è andato lo stesso da Bowser. Dispiace per Suora, ma era quello che avrebbe ricevuto meno danni dalla mia azione.”


    N.: Comprendiamo, comprendiamo, e condividiamo la riflessione sulle belle sorprese della vita. La ringraziamo per il suo tempo mr. Godot, c’è altro che vuole aggiungere? Salutare qualcuno?

    Mr. Godot sputa a terra con sdegno.

    “Saluto quegli stronzi dei Boo.”


    N.: Una degna conclusione. La ringraziamo ancora e le auguriamo una buona giornata e serena continuazione di lavoro.

    “Grazie mille. Anche a voi.”

    Mr. Godot si china nuovamente sul bidone, le fiamme ormai spente. Il suo viso perde colore quando nota che la cartuccia di Mario Party Superstar è ancora lì, indenne.


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    L’Intervista Interessante n°3: Dakimeon


    Il professor Dakimeon ci riceve nel suo studio privato nella locale università.

    N.: Buonasera Prof. Dakimeon, sono Nonno della Rubrica Interessante e la contatto per raccogliere delle opinioni a caldo sul girone del torneo appena conclusosi.
    Per prima cosa, vivissimi complimenti per il passaggio di girone, in redazione avevamo pochissimi dubbi a riguardo. Dobbiamo però porle la celeberrima domanda, oggi più attuale che mai: perché secondo e non primo?


    Il prof. Dakimeon, sorridente dietro la sua scrivania accademica, non si scompone, e ride della domanda come se fosse una battuta di spirito. Si sistema gli occhiali accademici e ci racconta.

    “Ahahah! Beh, era così doveroso citare la Sabri che lo ha quasi fatto anche il Toad commentatore alla fine (dicendo “secondo posto, non sarà il primo ma è comunque un ottimo risultato”). Intanto grazie per i complimenti. Il secondo posto è stato determinato dal pareggio sul Bonus Oggetti da me e Ness conquistato: poteva fare la differenza portando me al primo posto, qualora non fosse stato condiviso… Ma siccome il mio buon rivale aveva già maturato una stella di vantaggio in partita, è servito a consacrare il suo primato. Per me è stato comunque molto prezioso, perché mi ha portato avanti rispetto agli altri contendenti!”


    N.: Certo, certo. L’importante dopotutto è aver raggiunto la qualificazione per l’accesso in finale. È nervoso per il grande match? Chi crede che saranno gli altri due finalisti? Ha in mente un allenamento speciale per primeggiare su tutti gli altri?

    Il prof. Dakimeon si accomoda ancor più sulla sua sedia accademica, facendo roteare distrattamente un planetario decorato come un tabellone di Mario Party.

    “Non mi sento nervoso, fortunatamente. Così come per il match di stasera, sto affrontando questo torneo con grande serenità: conosco ormai piuttosto bene il gioco, e so che affrontarlo con spirito leggero aiuta a mantenere la lucidità necessaria ad affrontare le varie decisioni, e rendere al meglio nei minigiochi. Insomma: mi appresto ad affrontare la finale con “rilassato concentrazione”! Per quanto riguarda i due altri finalisti, punterei in primis su Nicola. Non ha giocato molto, è vero, ma quando lo ha fatto ha saputo distinguersi per l’incisività delle proprie mosse (ne so qualcosa!); peraltro, la sua presenza potrebbe rendere molto imprevedibile l’esito globale della partita.”

    Al nome di Nicola, il professore assume per una frazione di secondo un’espressione preoccupata che non ci sfugge, la sua fronte si ridistende poi in un atteggiamento bonario.

    “Anche per questo, non saprei indicare un secondo favorito: punterò su MCT per simpatia verso l’altro Donkey Kong. Infine, non ho in previsione allenamenti in stile “Stanza dello Spirito e del Tempo”. Penso comunque che mi farò un breve ripasso/piccolo training sui minigiochi che ad oggi vedo come il mio tallone d’Achille (o “da killer”).


    N.: Benissimo, benissimo. Lei è indubbiamente un fulgido esempio zen nel marasma del caos partystico. Veniamo ora alle domande scomode: i traffici poco chiari con gli Snifit. Molte testate giornalistiche poco serie (tra cui noi) si riferiscono alla faccenda come Snifit-gate: lei è tra i giocatori che hanno finanziato di più le attività di pattuglia della polizia privata mascherata, azioni che alcune testate giornalistiche sovversive (tra cui noi) hanno definito “fasciste” e “anticostituzionali”. E ne ha tratto beneficio nei turni finali, ricevendo una spinta non indifferente nonostante il secondo posto. Come si difende da queste spregevoli accuse?

    Lo sguardo del prof. Dakimeon non tradisce nulla, restando sorridente senza scomporsi minimamente. Si alza dalla sua sedia accademica per girare la sua lavagna accademica, su cui è tracciata la planimetria del tabellone giocato, ai lati una serie di calcoli e appunti. Nel contempo, accende il suo proiettore accademico, e su uno schermo accademico si susseguono le sue diapositive accademiche.

    “Ero certo che le azioni sopracitate avrebbero suscitato reazioni controverse!
    In linea generale, evidenzierei in primis il potenziale in termini di climax che gli interventi delle forze dell’ordine sono andati a causare nell’ottica globale: atterrare su di uno Spazio Imprevisto dopo averli pagati avrebbe sempre permesso importanti rimescolamenti. Abbiamo difatti assistito a furti su furti da parte dei Boo, tanto che chi ne era vittima confidasse sugli Snifit per poter tornare indietro e riprendersi il maltolto. Quando ho deciso di donare le mie 5 monete verso gli ultimi turni, è stato perché contavo di poter tornare davanti al negozio per acquistare dei preziosi tubi dorati.
    La mia cupidigia ha quasi rischiato di ritorcermisi contro, poiché non potevo prevedere che sarei stato riportato indietro nel momento in cui Godot è stato a un soffio dall’attivare il famigerato “Raggio della Morte”! Fortunatamente, il destino è stato dalla mia parte. Ma si è trattato davvero di una circostanza high risk, high reward!”


    N.: Comprendiamo, comprendiamo, a fatica, ma comprendiamo. Siamo comunque sollevati dal fatto che la finale non prevederà ingombranti presenze reazionarie in divisa, e auspichiamo che in futuro prenderà le distanze da questi controversi individui. La ringraziamo per il suo tempo professor Dakimeon, c’è altro che vuole aggiungere ai nostri microfoni? Salutare qualcuno? Saltare su banconi?

    “Sono io a ringraziare per l’attenzione concessami. Che altro dire, se non… so’ contento peffà ‘st’intervista!!”

    Il prof. Dakimeon ci accompagna alla porta con particolare sollecitudine. Promettiamo ai lettori che le indagini sui suoi collegamenti con le controverse forze Snifit non si fermeranno qui.


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    L’Intervista Interessante n°4: Ness


    Incontriamo mr. Ness nel corridoio che porta agli spogliatoi, subito dopo il match.

    N.: Buonasera Mr. Ness, sono Nonno della Rubrica Interessante e la contatto per raccogliere delle opinioni a caldo sul girone del torneo appena conclusosi.
    Innanzitutto, complimenti per la vittoria! Segretamente in redazione tutti noi la stavamo predictando. Si ritiene soddisfatto della vittoria? Cosa si prova ad essere il primo vincitore di girone in un torneo ufficiale?


    Mr. Ness, detto La Scolopendra, è visibilmente su di giri, coperto dal sangue dei suoi avversari che lo galvanizzano come uno stupefacente. Le pupille sono scarlatte, i canini sporgenti, le ali da fiorfalla hanno una vaga sembianza da pipistrello.

    “ROOOOX DUUUMA SONO IL PIÙ FORTEEEE”

    Si calma, i canini e le ali si ritraggono, seppure il suo respiro resti visibilmente affannoso.

    “Sono molto emozionato, signor Nonno: i miei avversari erano noti per il loro opulento win rate e non vincevo da un bel po', quindi ho giocato con una particolare serenità. La partita si è conclusa con tutti possibili vincitori, di solito c'è sempre un giocatore sfortunato con 0 chance di vittoria ma stasera no. Gli ultimi due turni per me mi ha fatto rischiare grosso con quelle perdite monetarie! Ringrazio gli altri giocatori per una partita di così alto livello!”


    N.: Capisco, capisco. Lei non era tra i favoriti del girone, ma ci ha mostrato un inedito lato estremamente COMPETITIVO: ci dica, questa lucidità nasce dalla serenità che ci ha detto, uno stato d’animo che le ha permesso di giocare senza alcun tipo di pressione? O sotto sotto segretamente lei si trattiene nelle partite amichevoli, per non dare nell’occhio in vista delle grandi competizioni?

    Un membro dello staff della Scolopendra raggiunge il vincitore, e versa in un teschio umano il contenuto di una bottiglia con l’etichetta “sangue di Suor G.”, per poi porgerglielo con una cannuccia all’interno.

    “La serenità deriva dal fatto che appunto eravamo tutti amici quindi non dovevo dimostrare niente a nessuno, e in caso di sconfitta semplicemente avrei perso contro due colossi della ladder.”


    N.: Benissimo, benissimo, bellissime parole. Lei è indubbiamente anche un campione di fair play. Cosa si aspetta dal prossimo girone? Chi pensa che potrà raggiungerla in finale? Vuole dire qualcosa ai colleghi che si appresteranno a competere la settimana prossima?

    Sfruttando le sue cento braccia, La Scolopendra stringe mani, firma autografi, scatta selfie, beve dal teschio, tutto ciò mentre ci risponde.

    “La pool B è molto interessante ma purtroppo non ho mai giocato molto contro di loro. So solo che Nicola tende a tirare fuori dal cappello tecniche LETALI. So che MCT è molto esperto alla pari di Suora e Dakimeon, penso abbia molte possibilità di vittoria. Ege tende a farsi trascinare dalle EMOZIONI ma è anch'esso un ottimo player, soprattutto nel mashing. Sono squadre bilanciatissime!”


    N.: Giusto, giusto, è impossibile dare una previsione. La ringraziamo per il suo tempo mr. Ness, c’è altro che vuole dire ai nostri microfoni? Salutare qualcuno?

    “Saluto il donatore del PREMIO, Davide De Stocazzo. Gli dica che il mio cane vorrebbe rivederlo... Ringrazio lei per le domande comunque! Buona notte!”

    N.: Il presidente sarà estasiato da queste belle parole. La ringraziamo ancora e le auguriamo una buona serata e serena continuazione di lavoro.

    La Scolopendra ci saluta calorosamente, prima di rientrare nel suo camerino. Dall’esterno, riusciamo a intravedere uno scorcio del famigerato trono di ossa umane del vincitore, su cui viene fatto accomodare prima che la porta si richiuda davanti ai nostri occhi.

    Continua…
  3. Nella discussione:Il vostro 2021 in campo videoludico

    18 January 2022 - 22:38 PM

    Il solo fatto che riesca a scrivere 'sto post entro gennaio è una vittoria di per se, ma ormai sapete che sono un gran ritardatario.
    Il 2021 è stato indubbiamente pieno di accadimenti, contornati da un discreto numero di ore di gaming, anche se la maggior parte si sono concentrate su titoli già giocati in precedenza. Ci sono però delle interessanti eccezioni, che andremo subito ad enumerare. E allora via, ripercorriamo da capo l'anno appena trascorso! (urgh, magari no)

    Pokémon Black 2

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    PREMI.
    Il mio anno inizia con un solo pensiero: completare sto cazzo di Pokédex nazionale su Home: è in una manciata di giorni che spazzolo via tutti i mostri che mi servono prelevandoli da un po’ tutte le versioni di gioco, da Platino a salire, quando mi areno inaspettatamente su Nero 2. Salvataggio corrotto, devo ricominciare da zero.
    E andiamo.
    Non che mi lamenti più di tanto, BW2 erano e restano uno dei picchi della saga, personalmente secondi solo a HGSS. Così, catturare uno ad uno i singoli abitanti della regione di Unova diventa la scusa perfetta per rivivere dopo diverso tempo gli avvenimenti della quinta generazione, creare un team full nostalgia, e soprattutto confrontare impietosamente lo stato attuale del brand con quello di -probabilmente- massimo splendore: quando, nonostante i rumor iniziali, venne confermato che BW2 non sarebbero state due terze versioni, ma dei veri e propri sequel.
    Dopotutto, che idea balzana sarebbe quella di far uscire due terze versioni virtualmente identiche all’originale?
    Giusto?
    Già.
    Come nota a margine, il pokédex nazionale di Home è quasi del tutto completo a parte qualche forma alternativa e ahimé i mythical dalla sesta generazione in poi.
    Non che vi stia chiedendo la carità, sia ben chiaro.


    Super Mario Galaxy

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    Ecco un gioco nuovo!
    Uscito appena 15 anni fa.
    Dopo aver -alla fine- completato Mario 64 sulla collection 3D All Stars, avevo già deciso che avrei conservato Mario Sunshine per un periodo indubbiamente più estivo, così a febbraio ho diretto la mia attenzione sull’unico gioco della compilation che non avevo mai giocato in nessuna circostanza.
    Mario Galaxy… è ‘na roba. Uscito all’epoca nel periodo in cui la mia passione per i videogiochi stava vivendo la sua prima, dura fase calante, lo saltai a piè pari, anche perché non mi andava a genio né l’idea del motion control né tantomeno il setting spaziale.
    Devo ammettere che almeno su questo secondo punto devo ricredermi, perché Galaxy offre degli scenari davvero mozzafiato, da paura pensando al fatto che c’è un buco nero ad aspettarti a ogni caduta o passo falso. Quasi tutte le galassie hanno una loro personalità e offrono una sfida discreta (almeno per me che sono ‘na pippa), e quelle raggiungibili dalle ultime stanze sono tutte di altissimo livello per entrambi i motivi. L’unica pecca, notata da chiunque, è che i livelli sono estremamente lineari ed alcune stelle completabili nel giro di pochi minuti, cosa che data la natura ibrida metà portatile di Switch non è neanche un male, anzi il gioco si presta ad essere portato in giro e giocato a piccole dosi. Come ho l’impressione che giocare Galaxy con il pad dello Switch sia mille volte più comodo del telecomando.
    In generale ho avuto l’impressione di avere davanti un mondo di gioco MONUMENTALE, non per la vastità azzerata da un’esplorazione inesistente, quanto proprio per la grandezza sproporzionata di tutto, dagli elementi del paesaggio, ai boss… a Rosalina. Il finale con lei gigante mi lascia perplesso ancora oggi.
    Come nota a margine, avendo giocato a questo titolo principalmente nei weekend causa lavoro, ho il divertente ricordo dei miei aggiornamenti sul numero di stelle nella chat di Discord che aumentavano ora dopo ora, per la finta meraviglia generale, ahò divertirsi tra amici è pure ridere di cazzate.
    E finalmente ho conosciuto la Dolceape Regina.


    Pokémon Renegade Platinum

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    Voglio solo dire che ‘sto screen qui in alto, apparso sul mio schermo all’una di notte, mi ha fatto cagare sotto non poco.
    Dopo appena un paio di mesi torniamo subito a Pokémon insomma, ma in realtà ho scaricato e giocato a sprazzi questa hack rom più per la curiosità verso i lavori di Drayano, con Renegade Platinum che va a completare la sua serie di modifiche/migliorie ai titoli per DS. Purtroppo non resto comunque un grande fan del gioco di base, quindi ho messo più volte in standby la mia partita per riprenderla dopo intervalli di settimane o addirittura mesi, tanto è vero che in questi giorni, di tanto in tanto, lo riprendo ancora in mano con l’obiettivo di chiudere e archiviare la pratica.
    Per il resto ha tutto quello che Drayano offre in tutte le sue hack: split fisico/speciale, tipo Fairy, pokédex espanso, lotte importanti più difficili, nuovi eventi, più la solita valanga di piccole migliorie che rendono più scorrevole l’esperienza di gioco.
    Meglio di BDSP.


    Animal Crossing

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    Io ormai totalmente in depressione grazie a 'sto gioco.
    Il rapporto di autolesionismo che ho con ‘sto gioco è preoccupante, come un ex da cui ritorni ciclicamente anche se già sai che prima o poi riprenderà a menarti.
    Ripreso in primavera, l’ho giocato molto saltuariamente con picco naturalmente durante il periodo del massivo DLC (che ho esplorato ancora soltanto a metà). Il problema sono le thot di Instagram con i loro design ultra-favolosi che mi danno sempre l’impressione di non essere in grado di fare cose abbastanza belle, che mi fanno sentire di merda e abbattono di molto la mia autostima.
    Grazie Animal Crossing, sei diventato il gioco meno rilassante della storia.


    Super Mario Party

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    Senza dubbio l’highlight della prima metà del 2021, Rael ha espresso meglio di me come sia stato un fulmine a ciel sereno. Nonostante l’abbia venduto in sordina perché come Marie Kondo odio gli sprechi e avere roba inutilizzata in casa, ci sono molto affezionato perché per due-tre mesi ha significato molto per la community, coincidendo con una nuova primavera di NDZ. Gli exploit dell’esuberante coppia formata da me e Wariuzzo resteranno negli annali, così come i mille eventi memorabili, i drammi, le lamerate, e chi più ne ha più ne metta, ma indubbiamente dal mio punto di vista è stato illuminante più dal punto di vista sociologico.
    Se da un lato ho avuto la riconferma della lameraggine di Ness (che in qualche modo lo portava anche a riuscire bene), dall’altro questo gioco ha tirato fuori degli aspetti del carattere di tutti che non sempre mi aspettavo, come ad esempio il placido Col che è risultato essere il giocatore più competitivo, o un Suora che credevo essere più subdolo ma che il più delle volte si attiene alla “giocata più giusta”. Ho conosciuto meglio Daki e la sua sconfinata sapienza accademica per quanto riguarda minigame o MP in generale (e il trash italiano contemporaneo e del recente passato), mentre io e Wariuzzo da veri showmen (o clown) eravamo deputati al far casino a discapito delle giocate intelligenti, senza però arrivare ai livelli di mattatore di Alu di cui ricordo bene le partite per la risa che provocava con i suoi commenti sferzanti e le sue battute de Centocelle. Ma la vera sorpresa viene da chi, a sentir parlar lui, si è sempre definito poco bravo o scarsamente intelligente: nel mio immaginario adesso Rael è una divinità del Party con un cervello gigantesco, che riesce a tenere a bada e sotto controllo tabelloni interi, e la cosa che più mi stupisce è che ci riesce in maniera così naturale ed istintiva, con davvero poco overthinking. Un segno che per lui il Party è una cosa così automatica quanto il respirare.
    Sono stati davvero dei mesi divertenti, e come abbiamo già analizzati altre volte i fattori del suo successo, nonostante fosse un gioco substandard, sono innumerevoli: la novità dell’online, il fatto che sia stato il primo gioco multiplayer trasmesso “in diretta” ha creato tanto hype, o che fosse un gioco facilmente reperibile sull’usato e quindi più accessibile. Indubbiamente il lockdown di mezzo ha soltanto facilitato tutto, con più partite che venivano organizzate tutte le sere, per poi andare scemando alla riapertura di tutto. Rael dice che Superstar è già morto, io penso che in futuro possa avere ancora qualcosa da dire, magari quando scenderanno i prezzi o quando saremo un po’ tutti più liberi: l’unica variabile complessa di un gioco del genere, dopotutto, è che ci siano 4 giocatori disponibili, che sembra poco ma che tanto banale non è.
    Per la questione dei 30 turni su Kamek invece, non tutto è perduto: non ho più il gioco, è vero, ma ad un possibile futuro raduno…
    In attesa di quel momento io vi benedico:

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    Pokemon Scudo: Isola dell'Armatura e Landa della Corona

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    Quanto mi ha fatto incazzare.
    Finalmente GF sembra/pare aver azzeccato l’idea giusta con dei DLC al posto delle terze versioni, o almeno sembra essersi portata al passo di una decina di anni fa, ma il contenuto, se non del tutto deludente, è quantomeno scarno. Senza scendere nei dettagli su cose di cui abbiamo parlato mille volte, qui l’occasione persa sono i nuovi pokémon/nuove forme/nuove giga centellinate col contagocce invece di essere una presenza massiccia come molti auspicavano, e l’imperdonabile scarso utilizzo fatto di una facility divertente come l’avventura dynamax.
    Da un punto di vista molto più personale invece, mi ha lasciato l’amaro in bocca il modo in cui è stata costruita la Crown Tundra, se non altro perché il setting e alcuni paesaggi sono davvero belli (al contrario dell’isola che mi ha lasciato freddino): mi ha fatto davvero infuriare il fatto che un’ambientazione così bella per me fosse più vuota del solito, e che l’accento che veniva messo sull’esplorazione si sia risolto troppo facilmente, quando poteva essere sfruttato moooolto di più e per molte diverse cose, con tutto quello spazio a disposizione.
    Ma che mi arrabbio a fare ormai, Classic GF dopotutto.


    Fire Emblem Three Houses

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    INCREDIBILE, L’HO FINITO!
    O almeno, 1 route su 4. 1 e mezzo dai.
    Con estrema vergogna per aver scalato la difficoltà da folle a difficile, riconfermo molto di quello che ho detto l’anno scorso: best FE degli ultimi anni, sotto ogni singolo aspetto. Se ci si liberasse del tutto della componente dating sim e avesse più varietà di mappe, sarebbe il gioco perfetto.
    Ad ogni modo, felicissimo di aver scelto i Black Eagles e aver concluso per la prima volta il gioco con quello che credo sia il True Ending, perché più impattante nella storia e più originale, con una trama mai vista prima in un FE.
    Ho letteralmente adorato la crescita sia psicologica che estetica dei personaggi, e penso che Edelgard e Hubert siano entrati tranquillamente nella top 10 dei miei pg preferiti della saga, soprattutto Edelgard per le mazzate che menava e i colpi che incassava, era dei tempi di Hector su FE7 che non vedevo ‘na roba così.
    Ho iniziato dopo poco anche Azure Moon, che da una parte mi ha fatto capire che splittare i personaggi per case sia stata una scelta tematicamente ottima, ma che ammazza un po’ la rigiocabilità (della stessa route, ovvio), d’altra parte mi ha fatto rendere conto che la vera forza di Tre Case è data dai suoi diversi punti di vista, e in base a quello che condividi di più, fa capire molto anche di stesso.
    Un gioco molto più profondo dei suoi predecessori, laddove spesso la linea di demarcazione tra bene e male era molto più distinta e marcata.
    Il mio gioco dell’estate senza dubbio, ora però passiamo a giochi di cui non ho parlato anche l’anno scorso, vi va?


    Donkey Kong Country



    Niente da fare, non riesco a giocare roba uscita nel giro degli ultimi due anni, scusate.
    Avevo giocato DKC da bambino, con la versione GBA, e ad essere sincero mi piacque ma non mi fece impazzire. Anzi, vista la sua difficoltà in alcuni punti, fu il primo sentore che i platform non facessero per me, e negli anni successivi virai verso generi più rilassati.
    Ma dopo l’iscrizione all’abbonamento online di quest’estate, non potevo restare indifferente a una vasta libreria di titoli SNES che avvertivo molto nostalgici, pur avendoli giocati sempre tramite remake GBA.
    Ho riavviato DKC quindi, e sono rimasto affascinato dagli scenari spettacolari e soprattutto da una OST pacata, d’ambiente, ma che sapeva raccontare perfettamente quello che veniva messo in scena: i miei mondi preferiti restano indubbiamente quello innevato e le Kremkroc Industries, oltre ad avere apprezzato tantissimo anche i villaggi sugli alberi e le scampagnate tra i templi.
    Solo i boss (come ben ricordavo) restano l’unica nota piatta, ma è un buon prezzo da pagare per vivere l’eccezionale scontro finale con K. Rool: una battaglia lunghissima fatta di animazioni divertentissime, corone lanciate, finti credits, e con il coaching d’eccezione di Wariuzzo che spectava mentre provavo a menare (con scarso successo) il suo beniamino. Applaudendo quando combinavo cagate.
    Mi sono però sciolto un po’ verso un titolo che ho sempre visto amato e declamato, e che da piccolo non avevo colto pienamente, oltre ad aver condiviso ricordi PREZIOSI con il #bestkrool.
    Quanti possono dire lo stesso?


    Super Metroid

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    Le ultime battute dell’estate mi portarono a scegliere un altro titolo dalla libreria SNES Online, uno che però non avevo mai provato: preso dall’hype per l’imminente uscita di Metroid Dread, volli portarmi in pari con la storia e giocare uno dei due titoli principali che mi mancava. Super Metroid all’epoca fu osannato come capolavoro, e posso capire il perché: il gameplay era molto simile a quello che avevo già avuto modo di apprezzare su Fusion, basato sulla raccolta di power up che aprivano zone sempre nuove; la grafica in pixel di altissimo livello, godibilissima oggi come ieri; ma soprattutto, sono rimasto stupito dalla capacità di raccontare un’intera storia in maniera muta, osservando e traendo le conclusioni assieme a Samus senza che gli eventi mi venissero spiegati o imboccati. Infine, come da tradizione, l’esplorazione nella sua forma più pura e delle boss battle indimenticabili, con l’apice raggiunto nella frenetica lotta contro Ridley e quella violentissima contro Mother Brain.
    Forse il gioco tra quelli che ho giocato che più mi ha appassionato quest’anno, che ho approvato a 360º senza la minima ombra di una sbavatura, e che capisco perché sia entrato nell’Olimpo nintendiano.
    È un vero peccato che i Metroidvania siano sempre più rari, ma adesso non vedo l’ora di giocare per bene a Dread, e magari recuperare Samus Return su 3DS. E perché no, rientrare in possesso di Fusion e Zero Mission, regalati ormai molti anni or sono.

    Dopo l’estate ho praticamente giocato soltanto ad Animal Crossing, la Crown Tundra e saltuariamente delle partite su CTR, ma non posso chiudere l’anno senza aver prima parlato di un gioco che non avrò giocato in prima persona, ma è come se lo avessi fatto. Perdonatemi quindi se forzo un po’ la mano se inserisco qui un paio di titoli.


    Ganbare Goemon

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    La nostalgia, inutile negarlo, è una sensazione potentissima. Se siamo ancorati al mondo Nintendo, a certe serie, forse anche a questo forum, per buona parte la causa è la nostalgia.
    E quanto spesso la nostalgia ci fa apprezzare e parlare con toni entusiastici di cose che gli standard moderni troverebbero sub-ottimali? Ma la nostalgia ci fa amare certe cose come e più di prima, e questa è la sua arma più potente.
    Purtroppo, la nostalgia è anche la sensazione più soggettiva possibile, e spesso fatichiamo ad esprimere a parole quello che noi proviamo dentro, e manchiamo di far capire agli altri cosa si prova.
    Da questo punto di vista, Rael ha compiuto il miracolo. E l’ha fatto nell’unica maniera possibile: facendoci vivere assieme a lui il suo tuffo nel passato, il suo viaggio tra i ricordi. Come -e l’ho detto spesso- se ci avesse proiettato tutti su un divano di un tot di anni fa, davanti a una tv e un Nintendo 64, con in mano una fetta al latte o un succo di frutta. Quello che Rael ci aveva descritto molte volte, e su cui noi ci eravamo raramente soffermati, stava diventando palpabile davanti ai nostri occhi settimana dopo settimana.
    Ricordo che la prima sera, spinti dalla curiosità c’eravamo un po’ tutti, e un po’ per la bizzarria dei primi minuti, un po’ per il gameplay “scopiazzato da Mario 64 e Zelda OoT” credevamo tutti fosse un gioco full meme, un qualsiasi gioco N64 che ci avrebbe strappato qualche risata e nulla più. Niente di più sbagliato.
    Personalmente, il momento della folgorazione avvenne abbastanza presto, già verso la fine del primo stream: la prima Impact battle, col suo inaspettato gameplay, il boss estremamente giapponese, e la musica che ricordava Jeeg robot d’acciaio; subito dopo l’esplorazione della zona circostante baciata dal tramonto e l’arrivo a Zazen Town. Fu in una manciata di minuti che capii che la forza di Ganbare Goemon non risiedeva in un gameplay innovativo o puzzle di difficoltà assurda: questo gioco, l’ho ripetuto molte volte, ha personalità da vendere, ed un tipo di personalità irripetibile dagli standard odierni: questo perché tutto quello che presenta lo colloca precisamente alla seconda metà-fine degli anni ‘90, sia per i rimandi alla cultura pop giapponese, sia perché fu in quel periodo che si ebbe il vero boom verso la fascinazione dei prodotti di intrattenimento del Sol Levante, la cui cultura e tradizioni però non erano conosciute dalle masse come oggi. E l’aspetto che più inquadra il periodo storico -quello della nostra infanzia- è dato proprio da alcune traduzioni molto libere usate per descrivere gli elementi più prettamente nipponici, proprio come era usanza fare nel doppiaggio dei popolarissimi cartoni animati giapponesi (quando ancora non si chiamavano anime): i 90s racchiusi in una jelly-filled donut.
    Ma non sono soltanto le motivazioni culturali a rendere questo gioco uno dei più affascinanti mai visti: un altro tema ricorrente, forse banale da puntualizzare, è proprio il suo essere fieramente e orgogliosamente giapponese. Un concetto talmente estremo che viene reso palese già durante le prime battute, quando l’affronto supremo è rappresentato da un’offensiva disgustosamente europea, che trasforma il castello orientale dello shogun in una vergognosa fortezza in stile occidentale. Se ci fossero ancora dubbi sull’amore che i creatori del gioco provano verso la madrepatria, basta aprire la mappa di gioco per ritrovarsi di fronte una replica 1:1 del Giappone, con i maggiori luoghi d’interesse sostituiti dai loro corrispettivi dell’epoca feudale: forse per qualcuno potrebbe essere un dettaglio simpatico, una chicca, ma a me ha fatto letteralmente impazzire il modo in cui al giocatore viene implicitamente detto “sì, tutto è ambientato in un Giappone realistico (o quasi), nessun mondo fantasy, e allora?”.
    Naturalmente gli anacronismi la fanno da padrone, nonostante agli occhi dei personaggi anche l’evento più bizzarro e fuori dal normale possa apparire… nulla di più che un evento come un altro. Poco a poco si inizia a stare al passo, a entrare in quella stessa forma mentis dei protagonisti secondo cui non è importante il perché astronavi, raggi laser, macchine del tempo o sottomarini-junk food trovino posto durante il periodo Edo, ma l’unica cosa che conta è salvare la giornata.
    E sono proprio i personaggi ad essere l’ennesimo tassello vincente di questo videogame, e non parlo soltanto dei quattro ninja/fuorilegge principali, ma di tutto il cast che ruota attorno a loro. Ognuno di questi strani ma simpatici nipponici riesce a lasciare un ricordo, un’impronta, anche se solo per una scena, e Rael parlava in maniera entusiasta anche di loro, come se un fabbricante di pipe, il figlio di un drago o un bonzo che coltiva cetrioli fossero elementi di indiscutibile impatto per la trama. Questo è un altro aspetto che mi ha ricordato giorni videoludici più ingenui, quando ogni NPC era visto come una personalità importante, e non solo come un mezzo per raggiungere uno scopo.
    L’ultimo pezzo del puzzle che va a comporre un eccezionale insieme da applausi a 360º è la colonna sonora: non è un segreto che sia stato uno dei miei aspetti preferiti, che mi ha portato non solo a scaricare brani su brani ma anche a portarne uno per il mio turno di Podcast, cosa che Rael ha sfruttato al balzo per ritagliarmi dei minuti per parlare assieme di questo gioco. Ho parlato negli scorsi mesi in maniera davvero entusiasta ed esaustiva di questi superlativi pezzi, e se non lo avete ancora fatto, o ci avete prestato poca attenzione, l’unico consiglio che posso darvi è di far partire l’OST e immergervi anima e mente nel Giappone feudale, nel mondo di Goemon, partendo dalla sigla in stile anime fino ad arrivare ai sorprendenti credits.
    La maniera in cui è strutturata il gioco, e per le vibes che i vari elementi riescono a comunicare assieme, mi hanno dato fin da subito l’idea che l’importante non fosse avanzare inesorabilmente per portare a termine la missione, ma che il vero racconto sia dato dall’avventuroso viaggio che i quattro amici vivono assieme.
    Impressione che ho avuto con ancora più veemenza in Goemon’s Great Adventure, dove letteralmente ogni caratteristica del primo gioco è amplificata: la sensazione di avventura è ancora più forte perché il gioco non si limita ad esplorare soltanto la terra natìa di Goemon & amici, ma ti porta anche a compiere un vero e proprio viaggio spirituale che parte dal regno dei morti, passando per l’underworld e uscendo poi tra le nuvole, mondi popolati in maniera sempre più prepotente dai tipici yokai del folklore giapponese, come gashadokuro, kappa, tengu, mokeke e… giroidi? Molti mostri sono totalmente sovrapponibili alle entità a cui si ispirano, ma proprio perché il giocatore medio non è avvezzo alla loro estetica, resta affascinato da design mai visti prima.
    Se anche la stramberia dei personaggi che si incontrano è di uno o due gradini più in alto rispetto al prequel, la difficoltà del gioco è invece del tutto fuori scala, con livelli platform che richiedono una concentrazione e destrezza non indifferenti, i miei complimentoni a Rael anche qui perché, checché ne dica lui stesso, è stato davvero abile nonostante molti livelli fossero un po’ oltre il punitivo. L’omii di Ebisumaru mi resterà nel cuore, così come l’immagine di Yae che corre nella Mokeke Forest.
    E se parlo della Mokeke Forest non posso non parlare anche qui della colonna sonora, che mostra i muscoli ancora più della precedente, con ancora più pezzi giappo-synth che si sposano sempre perfettamente col livello che li ospita (e ogni livello ne ha uno!), senza contare le toccanti transizioni dal giorno alla notte, sia nei quadri platform che nei villaggi.
    Ci sarebbero tante cose da aggiungere su queste due vere e proprie gemme, che mi hanno rapito in maniera così profonda che anche mesi dopo non posso fare a meno di decantarne i pregi, e non posso non sorridere soltanto scorrendo i titoli dell’OST. Posso solo sperare che quest’estate Rael dedicherà qualche altro stream a questi fantastici titoli, di cui ancora non riesco ad eleggere un preferito tra i due, e che mi perdonerà se ho dissezionato così a fondo una serie cardine della sua infanzia, per far capire a me stesso e a chi mi legge come mai sia un prodotto validissimo e divertentissimo anche a distanza di una ventina d’anni.
    Chiuderei con la cit di Ness, se non l’avessimo riportata così tante volte, e ogni volta ci sembrasse sempre più vera.



    Un anno bello pieno, a conti fatti.
    E quello che si appresta sembra preannunciarsi ancora più PIENO di roba. Di cui ovviamente ne giocherò un quarto.
    Ahò ho scritto un sacco, ci vediamo l'anno prossimo! *Bismaru Escape theme*
  4. Nella discussione:MPS DLC Wishlist

    08 December 2021 - 00:34 AM

    E va bene scienziati, facciamolo, so che tutti voi stavate aspettando questo momento.
    Naturalmente giustissimi i discorsi che fa Rael sulla diversificazione del gameplay, degli ambienti, delle gimmick dei tabelloni, ma io sono qui per parlare solo di una cosa.
    Di estetica.
    La mia idea di estetica.
    (Ovviamente quasi tutte prese dai giochi GC, inutile anche specificarlo).

    La pista delle bare lente come la merda (Mario Party 4)


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    BAM IN DA FACE primo tabellone, prima apparizione di roba spooky. Molto simile alla glorificata Horrorland come tema (e per la presenza del Big Boo ruba-multistelle), ma chi se ne frega. Visivamente è molto squadrata, e il fatto che i ponti spariscano e riappaiano in base ai cazzi che girano ai Boo rosa la rende molto imprevedibile. Mi piacerebbe vederla resa in maniera “piena”, con più elementi di contorno, non solo come tabellone sospeso nel nulla. E mi piacerebbe soprattutto che il treno-bara venisse velocizzato, ho ancora i ricordi della sua esasperante lentezza sulla partita che facemmo a Sassolo, roba da latte alle ginocchia. E ricordiamo che si può guidare il treno-bara e tutti i giocatori sulla sua scia sono forzati a salirci, un modo fantastico per imputtanare partite.

    La pista con l’idolo Shy Guy divinità del random (Mario Party 4)

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    Ahò il 4 è stato il mio primo party, ed è quello che preferisco. L’ambientazione giunglesca non può mancare in una festa che si rispetti, e quanto era bella la musica coi bonghetti che spingevano? Sta pista ha tutto: un fiume in piena, un condor tassista, ma il main event è l’idolo Shy Guy che ti chiede di esprimere un desiderio buono o cattivo. L’esito della richiesta è ovviamente A CASO, e anche qui abbiamo una figura centrale che decide le sorti dei giocatori in base ai cazzi che gli girano. Anche il boss minigame era davvero figo, non perché ricordi effettivamente in cosa consista ma perché aveva un’ambientazione archeologicissima. Un must questa pista, secondo me.

    La pista di Bowser che ti rompe l’anima ad ogni turno (Mario Party 4)

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    Un tabellone Bowser è la grave mancanza di Superstars, e scelgo quello del 4 per mere ragioni sentimentali. L’anima della festa è ovviamente il re dei Koopa che può iniziare il turno miniaturizzando tutti, e che in generale è presenza fissa sul tabellone: gli effetti disastrosi variano in base alla taglia con cui ci si presenta a sua maestà, e possono spaziare dal furto di gettoni, al cambio di posto, a un bel minigioco 1 vs 1 contro Bowser. Il tutto condito da ponti che crollano, orribili Mini-Bowser e lava, tanta lava. Bowser deve tornare a fare danni.

    La pista dei pirati e dei pedaggi (Mario Party 5)


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    Metà dei tabelloni del 5 sono idee già prese, l’altra metà sono idee anonimissime. Una pista rifugio pirata però è proprio figa (e infatti era la più giocata con gli amici). A parte l’ambientazione in realtà (che fa molto parco tematico Disney), il resto non è particolarmente ispirato, tra Thwomp che chiedono soldi per spostarsi (“mo’ ti faccio passare”), carrelli da miniera come scorciatoie e minigame in cui si piccona per soldi, nessuna di queste idee risulterebbe nuova su Switch. Però le vibes da Paper Mario TTYD sono molto forti, e non posso ignorarle. E poi ci sono tenerissime talpe.

    La pista di Strambic che fa cose e vede gente (Mario Party 6)

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    Penserete che questo tabellone sta qui solo perché Luigi’s Mansion è uno dei miei giochi preferiti. Ed è ovviamente così. A parte il sadismo di voler vedere la Nintendo creare da zero un modello del professore appositamente per il party, sta pista aveva un sacco di eventi fighi, quasi tutti legati a qualche disastrosa invenzione del padrone di casa. In multiplayer, e magari snipando gli spazi evento per abusare dei congegni e del caos che ne deriva, sono certo che questo tabellone sarebbe divertentissimo da giocare, e caotico all’estremo per le infinite possibilità che offre: teletrasporto, furto di monete, cambi di caselle, e trasformazione di items in items differenti (o corrispettivo in monete), avere tutto sotto controllo qui sarebbe un’impresa degna dei migliori partygoers.

    La pista degli orologi e delle fughe al cardiopalma (Mario Party 6)

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    A parte la fantastica estetica della cittadella/torre dell’orologio tra le nuvole, il punto di forza di questo tabellone è dettato dalle fasi giorno e notte. Per ottenere le stelle, di giorno, bisogna inseguire DK (che cambierebbe in Toadette immagino) in giro per il tabellone: la stella non ha una posizione fissa quindi, ma DK tira il dado come tutti gli altri giocatori, e solo se qualcuno lo incrocia può avere la possibilità di acquistare la stella. Viceversa, di notte DK è sostituito da Bowser, anche lui in modalità deambulante, e incontrarlo significa perdere la stella o in alternativa 20 monete. Non sta a me spiegare le infinite possibilità di questo tabellone, e lasciare fuori un’idea geniale come questa sarebbe un crimine.

    Un’altra pista spooky perché sì (Mario Party 8)

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    Ok qui andiamo nel territorio di giochi a cui non ho giocato. Ma 1) è spooky 2) Rael mi ha spiegato a grandi linee la gimmick di sta pista e la trovo veramente affascinante, con le stanze che si RIMESCOLANO ogni volta che qualcuno prende la stella. E da quello che sento, anche la musica è top tier. Pretendo l’inclusione di questo tabellone.

    E per finire col botto, quello che tutti stavamo aspettando:

    NONNO’S TANTALIZING FARMACIA

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    Ammirate l’ostentata opulenza di questi luoghi, dove tutto è fatto d’oro e gli acquisti sono coercitivi. Un percorso obbligato, sicuro & sexy, per chi non vuole stare troppo a pensare davanti a un bivio. E a coronamento di tutto questo splendore, una statua di proporzioni demenziali, un prodigio della tecnica artistica e ingegneristica, ineluttabile fautore di un’insaziabile bulimia di stelle: è la statua di Kamek, che può decretare la tua vittoria o la tua rovina, come un imparziale e impassibile giudice di anime, che cala il suo scettro sui comuni mortali per stabilire il prezzo da pagare per espiare le proprie colpe. E via di nuovo, a percorrere tutto da capo, in un infinito girotondo da purgatorio, per mondarsi dalla sozzura del mondo e raggiungere la più pura delle catarsi auree. Non è solo un tabellone, ma un’esperienza mistica atta a purificare la propria morale, con un sottofondo di sitar a sottolineare allo stesso tempo l’ascetismo e lo sfarzo che regnano sovrani tra i tetti dorati.
    Ridateci il tabellone Kamek.
  5. Nella discussione:Origine del nome "Rael"

    19 October 2021 - 08:04 AM

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Amici

Commenti

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  1. Foto

    DarkRoy 

    07 Dec 2011 - 17:12
    Bisogna pungere è una citazione? :oribil:
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